8 Agosto 2019

La crociata dei sindaci contro il 5G

SCANZANO JONICO (Matera) LA CROCIATA contro il 5G trova nuovi protagonisti: i sindaci. I primi cittadini di alcuni dei 120 Comuni scelti per il test hanno già storto il naso. Pompu, Segariu e Noragugume, i tre paesini-cavie della Sardegna hanno fermato il 5G. Poi è stata la volta di Cogne (Aosta), Ricaldone e Solonghello (Alessandria). L’ ultimo a vietare le antenne è stato il sindaco di Scanzano Jonico, in Basilicata. IL SINDACO di Scanzano Jonico ha vietato con ordinanza la sperimentazione o l’ installazione della tecnologia di rete 5G sul territorio del Comune ed il Codacons, sulla base di tale decisione, «lancia la crociata contro la nuova tecnologia e scrive a 8mila sindaci di tutta Italia chiedendo loro di adottare provvedimenti analoghi». Lo rende noto la stessa associazione. «Abbiamo presentato un esposto a 104 procure affinché aprissero indagini sui rischi per la salute connessi al 5G – spiega il presidente Carlo Rienzi -. La nostra battaglia si sposta ora sul fronte delle amministrazioni con una lettera che verrà inviata domani ai sindaci degli 8.000 Comuni italiani, con la quale il Codacons chiede formalmente ai primi cittadini di attivarsi per garantire la salute della popolazione e vietare sperimentazioni e strutture legate al 5G sul suo territorio di loro competenza». «Le evidenze scientifiche non sono in grado di assicurare con certezza l’ assenza di rischi sanitari per i cittadini – prosegue Rienzi -. In questi casi si applica il principio di precauzione». red. int. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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