La crisi taglia lo shopping
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fonte:
- L`Unione Sarda
ROMA La recessione è finita, ma i consumi degli italiani stentano a ripartire: è quanto emerge dall’ indicatore di Confcommercio (Icc) di marzo che, registrando una diminuzione del 2,1% in termini tendenziali e una flessione dello 0,1% rispetto a febbraio, smentisce le previsioni rosee dell’ Istat(+0,6%). L’ associazione parla di «dato peggiore del previsto» in un contesto in cui «la fiducia c’ è, i consumi no». Quanto al Pil, i commercianti ritengono che aumenterà dello 0,5% quest’ anno ma se ci fosse uno shock fiscale con minori tasse per 12 miliardi a fronte di tagli alla spesa, la crescita raggiungerebbe +0,8% e i consumi passerebbero dallo 0 a un + 0,5%-0,8%. I DATI Con il dato sui consumi, «peggiore del previsto – spiega il presidente Carlo Sangalli – si conferma un’ Italia in bilico tra due stagioni molto diverse. La prima è quella di un’ Italia in cui i segnali di ripresa, per quanto deboli, autorizzano un po’ di ottimismo: penso al segno positivo della produzione industriale, ai 73 mila posti di lavoro in più di marzo e al clima di fiducia delle famiglie cresciuto dopo l’ annuncio delle riforme del governo Renzi e il bonus di 80 euro in busta paga». L’ altra Italia, invece, «quella del mercato interno – prosegue Sangalli – continua a soffrire perché le famiglie ancora scontano gli effetti della crisi, e di conseguenza sono costrette a ridurre i consumi, rinunciando a molte spese, o rinviandole a tempi migliori». In generale dunque, secondo l’ associazione, «la percezione di una situazione meno negativa, legata a dinamiche inflazionistiche contenute e a prospettive di parziale riduzione del carico fiscale, non si sono ancora tradotte in una ripresa della domanda per consumi. A sostenere le aspettative delle famiglie potrebbe contribuire il miglioramento del mercato del lavoro». CONSUMATORI Le prospettive non sono rosee, aggiunge Confcommercio, e «difficilmente nei prossimi mesi si assisterà ad una sensibile ripresa dei livelli occupazionali atta ad assorbire la forza lavoro disoccupata (effettiva e potenziale), in considerazione delle dinamiche che ancora si registrano sul versante della Cig che per la componente straordinaria e in deroga risulta ancora in aumento». Per il Codacons è una conferma delle sue previsioni: «Non ci sarà nessuna ripresa dei consumi nel 2014, serve un miracolo per riportare le famiglie a spendere». La realtà supera le peggiori previsioni, aggiungono Adusbef e Federconsumatori: «Sono necessarie misure immediate per il rilancio della domanda interna e dell’ occupazione».
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