La corsa ai saldi vale sei miliardi
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Sono 14 milioni e mezzo le famiglie italiane che si preparano ad acquistare durante i saldi invernali – ufficialmente, le prime città a partire saranno il 2 gennaio Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia e Palermo – o stanno già comprando nei pre-saldi che, più o meno mascherati, interessano già migliaia di esercizi in tutto il Paese. Secondo la Confcommercio, gli italiani spenderanno 6,1 miliardi di euro, cioè l’ equivalente del 21% del fatturato del settore: ogni famiglia "investirà" dunque in media 418 euro e ogni persona 174. Più contenuta la stima del Codacons: il budget delle famiglie è sempre più ridotto e dunque non ci sarà corsa ai saldi; gli acquisti caleranno fino al 20%, con una spesa media pro capite che non supererà i 130 euro. Per Adusbef e Federconsumatori, invece, si dedicheranno allo shopping a prezzi ridotti 10,8 milioni di nuclei familiari, mentre le vendite sfioreranno i 3,25 miliardi (- 5%). Decisamente più ottimista l’ Adoc, secondo cui le vendite di fine stagione rimbalzeranno addirittura del 9%, con un boom per le scarpe (+15%) e l’ abbigliamento (+10%). Soprattutto nella moda, uno dei settori che finora ha maggiormente sofferto anche a causa di condizioni meteo non favorevoli agli acquisti di abiti pesanti, il tema della congruità del prezzo rispetto al valore dell’ oggetto è il focus dei consumatori e sembra contare più di qualsiasi " artificio"legato all’ emozione dell’ acquisto. Qualche esempio dal blog di Luxury24. it: per Giano, «una camicia che ha un costo di produzione di 30 euro va in vendita al pubblico a 150, il ricarico minimo per un marchio bridge. C’ è un cambio della scala dei valori » e così il consumatore aspetta lo sconto per comprare. «Da clienti nella società post consumistica e post bulimica – segnala Pulchra – vogliamo qualità, prezzo onesto e trasparenza. Certo i negozi multimarca sono sempre più in crisi perché da un lato hanno assortimenti ridotti a causa della prudenza negli approvvigionamenti e dall’ altro i clienti pretendono prezzi contenuti ». Oliver’ s sostiene che è «orrendo vedere certe borse di gran marca ma fatte alla catena di montaggio» e Malibulagoon lamenta di avere «calzato davanti alla commessa le sneakers di un top brand a 535 euro, una delle quali si è rotta durante la prova». Laura si domanda «come spendere se il contratto di lavoro scade tra un mese » mentre per Andrea «nel mondo delle persone vere non c’ è più spazio per l’ incanto del consumo». Ci sono anche i marchi del lusso che hanno creato prodotti con un entry price più abbordabile con effetto-calamita: Eman segnala che alla vigilia di Natale, alla Rinascente Duomo di Milano, nello spazio Louis Vuitton sembrava di essere «in gelateria la domenica di canicola» (la Neverfull Bag piccola costa 430 euro), mentre Tiffany, racconta ancora Malibulagoon, «ha sempre la coda fuori in via della Spiga perché un braccialetto in argento con il classico cuore costa circa 200 euro. Nel Quadrilatero con quei soldi ci compri al massimo un portachiavi».
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