24 Marzo 2010

La Confcommercio lancia un altro allarme: negli ultimi tre anni gli acquisti delle famiglie hanno subito un calo del 5,6%

La Confcommercio lancia un altro allarme: negli ultimi tre anni gli acquisti delle famiglie hanno subito un calo del 5,6%. I dati confermano la forte contrazione già denunciata dalle indagini Istat e Bankitalia e riaprono il dibattito sull’ efficacia degli incentivi appena varati dal governo. I più penalizzati negli ultimi due anni – spiega la principale associazione del terziario – sono stati i beni durevoli e semidurevoli, mentre per quelli non durevoli, al cui interno la quota più rilevante è costituita dagli alimentari, la riduzione è risultata più contenuta. Nel lungo periodo quote sempre maggiori della spesa delle famiglie sono state dirottate verso quella parte di consumi che può essere definita obbligata come affitti, sanità e assicurazioni, comprimendo la parte relativa a quei beni e servizi che appartengono alle scelte libere. «Tutto ciò che serve a rilanciare i consumi ci vede favorevoli e quindi il nostro giudizio sugli incentivi è positivo. Ci auguriamo che, quanto prima, le risorse vengano incrementate per dare una svolta e una spinta ai consumi», dice il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, che ricorda come «in dieci anni, nel nostro Paese, i consumi sono aumentati dello 0,5% e le previsioni dell’ ufficio studi Confcommercio per il 2010 danno un incremento dello 0,8% del Pil e dello 0,6% dei consumi». «La nostra preoccupazione – spiega – è che, a fronte dei consumi in affanno e a un incremento della disoccupazione, si possa innescare una spirale che può produrre effetti pericolosi. Ci vuole una politica attenta per rilanciare i consumi e irrobustire la crescita». Le associazioni dei consumatori polemizzano con il governo. «Una crisi così consistente dei consumi – commenta il Codacons – dimostra come gli incentivi siano così irrisori che non solo non serviranno a rilanciare l’ economia del Paese, ma non riusciranno nemmeno a dare fiato ai settori incentivati». Di «misure inadeguate» parlano Adusbef e Federconsumatori che chiedono «una manovra per rilanciare la domanda di mercato capace di rimettere in moto l’ economia attraverso una detassazione di 1.200 euro annui per le famiglie a reddito fisso, da lavoro e da pensione e un blocco delle tariffe».
 

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