23 Dicembre 2011

La bussola degli acquisti, anche pre natalizi, resta quella del risparmio

Rispetto ad un prezzo pieno di 8,90, un pandoro Bauli oggi costa in media 4,90 ed in alcuni casi, grazie alle offerte riservati ai possessori di tessere fedeltà, può scendere fino a 2,90. «I perugini e gli umbri in generale ci tengono alle tradizioni – spiega Pietro Passeri, presidente provinciale Fida-Confcommercio Perugia – e non ci possiamo lamentare per le vendite dei prodotti tipici del Natale: gli scaffali delle pinoccate, ad esempio, sono semi vuoti». La bussola degli acquisti, anche pre natalizi, resta quella del risparmio con le scelte sempre indirizzate verso le offerte. «Interessano ormai l’ 80% dei prodotti in questo periodo che per i negozianti significa un guadagno loro del 2-4%: meglio che fare dei resi, così almeno non ci rimettono». Facendo un rapido conto, con circa 200 euro è possibile prepararsi un pranzo più che dignitoso per otto persone considerando che anche attingendo a prodotti come spumanti, parmigiano, affettati e carne è ormai possibile sfruttare occasioni di risparmio. «C’ è anche chi fa la scorta per accaparrarsi certi prodotti in offerta e chi arriva all’ ultimo minuto, alla vigilia, è anche disposto a pagare di più pur di avere l’ ultimo panettone o l’ ultima bottiglia magari da portare come regalo per un invito last minute». Quella delle offerte e dei manicaretti low cost per tanti è una scelta obbligata perché anche tra scaffali e carrelli i problemi attuali non si dissolvono. «Tra quella reale e quella percepita c’ è molta preoccupazione in giro – aggiunge Passeri – e cresce anche tra chi oggi non avrebbe problemi a spendere: si teme per i propri risparmi, per il lavoro e per le conseguenze del fisco». Timori anche per i possibili rincari che da gennaio possono scattare per effetto dei listini dei carburanti e delle ripercussioni mediate dai costi del trasporto. «Per ora – precisa Passeri – non ci sono state segnalate ripercussioni». Se da una parte crescono le richieste di piatti cucinati (verdura cotta, carne, cotechino, tacchinella) dall’ altra si fanno i conti con una diversa mappa della spesa. «Pur non rinunciando alla tradizionale cena a base di pesce – fa notare Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – visti i prezzi di alcuni prodotti (astice, spigola, ndr) ci si orienta su pesce azzurro o comunque la scelta sarà indirizzata su prodotti a buon mercato. Quanto al pranzo, non ci si farà mancare nulla e pur badando di più alla quantità difficile che quest’ anno ci saranno avanzi magari da buttare il giorno dopo: cappelletti, frutta fresca e secca non mancheranno ma al posto del cappone sempre più persone si orientano verso il tacchino più economico e di bella figura». Approccio diverso anche nei confronti dei cesti natalizi con molti negozianti che non si sono sperticati a confezionarli. «Una volta erano la tredicesima dei negozianti – spiega Passeri – invece oggi le persone preferiscono comprare singoli prodotti in offerta e magari poi chiedere di confezionare il cesto». Quello dei prodotti enogastronomici, meglio se tipici, è uno dei regali più gettonati: secondo un’ indagine online di Coldiretti una persona su due vorrebbe riceverlo sotto l’ albero. «Una preferenza che leggiamo anche attraverso il boom di acquisti registrati direttamente dagli imprenditori agricoli – fanno sapere da Coldiretti Umbria – nelle botteghe o nei mercati di Campagna amica dove la genuinità Made in Italy e Made in Umbria è garantita». Quanto a pranzo e cenone, l’ organizzazione agricola conferma il trend ricorrente: «In tavola, meno caviale e più prodotti locali a chilometro zero». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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