9 Aprile 2011

La benzina sale ancora, cala il potere d’ acquisto

La benzina sale ancora, cala il potere d’ acquisto
 

ROMA L’ effetto del caro-accise deciso dal governo per finanziare il Fondo per lo Spettacolo arriva, come previsto, sui prezzi della benzina portandoli alle stelle. La verde ha toccato un nuovo record storico a 1,584 euro al litro, livello mai raggiunto neanche nel 2008. E i rincari potrebbero non fermarsi qui, visto che il petrolio (che pure non è l’ unica e più importante componente nella formazione dei prezzi dei carburanti) ha registrato ieri nuove fiammate, arrivando a superare a Londra i 126 dollari al barile. Il rischio concreto di prezzi così alti del Brent, secondo l’ istituto di ricerca Jbc, è quello di minacciare la ripresa economica mondiale. Se la media dell’ anno dovesse infatti rimanere a 125 dollari ci sarebbe «non solo un aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei carburanti, ma anche un incremento massiccio del costo delle materie prime». Dati che incidono sulla vita delle famiglie. Stando al rappoto Istat sulla tenuta dei conti economici delle famiglie, il 2010 ha segnato il ritorno alla crescita del reddito nominale degli italiani (+0,9%) dopo la caduta dell’ anno precedente, ma il potere d’ acquisto, cioè il reddito in termini reali, è sceso ancora (-0,6%), mettendo a segno il terzo calo consecutivo. Insomma l’ inflazione, rialzando la testa, ha in parte corroso il vantaggio guadagnato. E se le tasche diventano più leggere si riesce meno a risparmiare. La propensione a mettere da parte, che ha per lungo tempo caratterizzato l’ italiano tipo, in tempi di crisi crolla e nel 2010 ha toccato il suo minimo storico, pari al 12,1, il livello più basso dal 1990. Allo stesso tempo la spesa per consumi sale (+2,5%) e supera anche il rialzo del reddito. I bilanci delle famiglie sono stati così trasformati dalla recessione: le riserve si riducono e fanno spazio a uscite considerate evidentemente indispensabili. Ma dall’ ultimo trimestre dell’ anno arriva qualche segnale positivo e di riequilibrio. Negli ultimi tre mesi del 2010, infatti, oltre a una risalita decisa del reddito lordo disponibile (+2% in termini tendenziali e +1,4% a livello congiunturale), va anche meglio per il potere d’ acquisto, almeno a confronto con il trimestre precedente (+0,8%), mentre su base annua è ancora in stallo. Il Codacons sottolinea che il calo del potere d’ acquisto arriva «dopo il crollo del 3,1% registrato nel 2009». La Confcommercio dice che senza una ripresa decisa gli italiani si troveranno di fronte a un «ulteriore ridimensionamento del risparmio accantonato e a una riduzione dei consumi».

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