14 Settembre 2012

La battaglia degli sconti Magazzini contro negozi

La battaglia degli sconti Magazzini contro negozi

MILANO – Marcia indietro rispetto ai pre-saldi: è quanto ha chiesto ieri a gran voce Confesercenti. E anche Confcommercio, che pure lo scorso giugno aveva considerato gli sconti anticipati come un’ opportunità, ora comincia ad avere qualche dubbio sull’ effetto taumaturgico dei tagli ai listini. Nelle prossime settimane si riunirà l’ Osservatorio sul commercio della Regione. Il confronto sarà animato. Perché se il piccolo commercio chiede una marcia indietro, la grande distribuzione non ha nessuna intenzione di rinunciare ai saldi lunghi. A dare manforte ai grandi magazzini arrivano le associazioni dei consumatori. Convinte che in un momento come questo tornare al passato sarebbe come chiedere a un bambino di restituire la caramella che gli è appena stata regalata. Un brutto scherzo che i consumatori farebbero pagare con gli interessi. Riducendo ulteriormente i propri acquisti. Federdistribuzione, associazione che rappresenta la grande distribuzione organizzata (fino a meno di un anno fa all’ interno di Confcommercio, oggi con posizioni autonome) ha condotto un’ indagine tra i propri associati. Il 75 per cento dice che quest’ estate le vendite in saldo sono state più magre rispetto a quelle dell’ anno scorso, ma non imputa questo calo ai pre-saldi, bensì alla crisi. «Anzi, le aziende che hanno puntato sulle promozioni hanno avuto risultati migliori durante i saldi», fa notare il presidente dell’ associazione, Giovanni Cobolli Gigli. «È veramente assurdo fare marcia indietro oggi rispetto ai pre-saldi – va al punto Cobolli -. Si tratta di una strategia difensiva che può essere addirittura controproducente per il mondo del commercio. E poi, si è deciso di fare una sperimentazione di un anno. Non vedo perché adesso bisognerebbe rimangiarsi questa decisione». Il piccolo commercio contesta alla grande distribuzione la tendenza ad aggirare da sempre le regole sui saldi. Praticandoli alla chetichella anzitempo. «Veramente è sempre stato il contrario – ribatte Cobolli -. Sono i punti vendita di quartiere che invitano i clienti a comprare con lo sconto prima della partenza dei ribassi». A dare man forte a Federdistribuzione ci sono le associazioni dei consumatori. Seppure con posizioni diverse al loro interno. Il Codacons non ha dubbi. «Ma quale blocco della sperimentazione, qui bisogna liberalizzare gli sconti e renderli possibili tutto l’ anno», taglia corto il presidente nazionale, Marco Donzelli. Anche l’ Adiconsum della Lombardia è convinta che una maggiore offerta di sconti sia esattamente quello che serve in un periodo come questo. Ma ci sarebbe anche un altro problema. Di metodo. «Non si può fare marcia indietro su questa sperimentazione perché così si spiazzano i consumatori – avverte il segretario regionale lombardo, Angela Alberti -. Una volta conclusa questa fase esplorativa mettiamo mano alla normativa sui saldi una volta per tutte. Altrimenti i consumatori, già diffidenti, perderanno del tutto la fiducia nel mondo del commercio». Rita Querzé [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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