27 novembre 2018

LA ASP DI AGRIGENTO CONDANNATA A RISARCIRE TRE DIPENDENTI DIFESI DAL CODACONS: ORA MIGLIAIA DI CAUSE ANALOGHE DEI TANTISSIMI PRECARI DELLE ASL DI TUTTA ITALIA

CORTE D’APPELLO CONFERMA ILLEGITTIMITA’ DEL RICORSO A CONTINUI CONTRATTI A TERMINE. 10 MENSILITA’ DI RISARCIMENTO OLTRE A SCATTI DI ANZIANITA’ MATURATI

ORA SI ANNUNCIANO MIGLIAIA DI CAUSE ANALOGHE DEI TANTISSIMI PRECARI DELLE ASL DI TUTTA ITALIA

 

Importante vittoria dello Studio Rienzi e del Codacons contro il lavoro precario in Sicilia. La Corte d’Appello di Palermo, infatti, ha riconosciuto i diritti di tre dirigenti psicologi precari della Asp di Agrigento, disponendo in loro favore un risarcimento pari a 10 mensilità per essere stati costretti a lavorare oltre 15 anni come precari nell’Azienda Sanitaria provinciale, e riconoscendo agli stessi gli scatti di anzianità maturati nel tempo.

La vicenda nasce quando nel 2015 i dirigenti precari decisero di avviare e vinsero difesi dall’avv. Rienzi una causa dinanzi al Tribunale di Agrigento, che riconobbe l’illegittimità di tutti i contratti di lavoro subordinato “a termine” stipulati con la Asp di Agrigento, condannando l’Azienda al risarcimento del danno, quantificandolo in 10 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto percepita.

Contro tale sentenza la Asp di Agrigento ha presentato ricorso alla Corte d’Appello di Palermo che, tuttavia, ha respinto in modo netto le tesi dell’azienda, dando ancora una volta ragione alla dirigente psicologa. Scrivono infatti i giudici nella sentenza: “è pacifico ed incontestato che la durata dei contratti a termine succedutisi ha superato abbondantemente per durata complessiva il limite massimo dei 36 mesi (69 mesi, anche non considerando il primo contratto di 8 mesi, riguardante il 2003), sicché bene ha fatto il Tribunale ad accordare il risarcimento ritenendo presunto il danno subito dalla lavoratrice in una ipotesi di abuso ex art. 4 e 5 dlvo n. 368/2001 […] Verificato che in base al contratto collettivo di settore al personale a tempo indeterminato, con la maturazione dell’anzianità di servizio, compete la progressione economica e valutate le condizioni di impiego, che parificano di fatto le caratteristiche della prestazione dei lavoratori con contratto a termine a quelli di ruolo, la disparità di trattamento deve senz’altro ritenersi illegittima, e analogo trattamento va dunque riconosciuto all’odierna appellante incidentale, considerato il servizio prestato in tutti i contratti a termine stipulati con l’Asp”.

Ai dottori sono stati quindi riconosciuti oltre 60 mila euro di risarcimento per danno da lavorio precario, gli scatti di anzianità maturati nel tempo e le spese legali.

Ora si annunciano centinaia di cause analoghe in tutta Italia, a favore dei dipendenti delle Aziende Sanitarie locali precari cui siano stati rinnovati di volta in volta contratti a termine in violazione della normativa vigente.

ANCHE LA CASSAZIONE RICONOSCE I DIRITTI DEI PRECARI DELLA SANITÀ: PARTE L’INIZIATIVA DEL CODACONS IN FAVORE DEGLI “INVISIBILI” DEL SSN!

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