1 Ottobre 2011

L’ Iva accende i prezzi

MILANO L’ INFLAZIONE torna a riscaldarsi a settembre, spinta dai rincari a monte delle materie prime e dal punto in più dell’ Iva (dal 20 al 21%). Secondo la stima Istat i prezzi al consumo sono cresciuti infatti dello 0,1% sul mese portando il tasso annuale dal 2,8% di agosto al 3,1%, livello più alto da ottobre 2008, con un 2,6% già acquisito per il 2011. Il dato incorpora solo in parte l’ incremento Iva (in vigore dal 17 settembre) che si farà sentire invece da oggi sulle bollette del gas che aumenteranno, secondo l’ Autorità per l’ energia, del 5,5% (61 euro in più all’ anno per la famiglia media) mentre restano stabili quelle dell’ energia elettrica. Senza l’ effetto Iva (che non incide sulla luce) l’ aumento del gas sarebbe stato del 4,9% e dovuto al petrolio (più 20,8% in dollari). Infine, buone notizie per il Gpl in calo del 4,7% con un risparmio annuo di 45 euro. TORNANDO all’ inflazione, se cresce da noi va anche peggio in Europa dove, a sorpresa, secondo Eurostat, a settembre è balzata dal 2,5 di agosto al 3% rendendo più difficile una riduzione dei tassi da parte della Bce per favorire la crescita. Quanto all’ Italia, trasporti (più 6,7%), casa (5,2%) e bevande alcoliche (3,9%) sono tra le voci più in tensione su base annua. In flessione solo le comunicazioni (-1,6%). I prezzi poi sono cresciuti di più per i beni (3,3%) che per i servizi (2,7%) con gli alimentari (+2,3%) e i soliti carburanti (11,7%). Su base mensile, invece, incrementi maggiori hanno interessato alberghi e ristoranti, istruzione e abbigliamento. In calo trasporti e comunicazioni. Il rischio, avvertono Adoc e Adiconsum, è che con l’ effetto Iva, che esploderà in ottobre, l’ inflazione possa balzare al 3,5 e correre verso il 4% pesando secondo Federconsumatori e Adusbef in 225 euro all’ anno a famiglia, oltre ai 2mila delle manovre. L’ aumento dell’ Iva, del resto, avrebbe messo in moto i ?furbetti’ come ai tempi del cambio lira-euro con i prezzi che in dieci anni, rileva il presidente dell’ Adoc, Carlo Pileri, sono cresciuti in media del 53,7% con una perdita di potere d’ acquisto di 10.850 euro a famiglia. E ADESSO , ben oltre il punto percentuale dell’ Iva, sono aumentati benzina e pedaggi autostradali (complice la legge sull’ arrotondamento ai dieci centesimi), le sigarette (4% con punte del 15), Cd (7,7%), Dcd (2,6%), piscine (5,4%) e palestre (5,7%). Speculazioni denunciate anche dal Codacons e da Coldiretti che chiedono di vigilare e che rischiano, avverte Pileri, con i possibili rincari di tariffe, supermercati e abbigliamento, di assestare «un colpo mortale a consumi già depressi». Il 12 ottobre si riunirà il tavolo convocato da Mr Prezzi, Roberto Sambuco, accusato però dai consumatori di un anno di latitanza mentre Confesercenti fa notare che l’ effetto Iva si scaricherà a ottobre e Confcommercio che gli aumenti sono dovuti a fattori stagionali e rinnovo dei listini e che «chi avrà i margini per sterilizzare gli effetti dell’ Iva lo farà». Intanto c’ è chi l’ effetto Iva lo usa come i bar che stanno aumentando di 10 cent caffè e cappuccino in molte città, Roma compresa. «L’ altro giorno ? denuncia Pietro Giordano, segretario Adiconsum ? alla stazione di Bologna ho pagato il caffè 1,10 euro contro l’ euro di qualche settimana fa. La colpa, mi hanno detto, è dell’ Iva». Peccato che l’ aliquota sulla ?tazzina’ sia rimasta al 10%…

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this