16 Gennaio 2020

L’ arrivo del 5G divide i cittadini Favorevoli e contrari a confronto

un comitato civico: «abramo utilizza i residenti come cavie» l’ esperto: «non ci sono controindicazioni di natura scientifica»
Antonella Scalzi La sperimentazione che spacca il capoluogo di regione tra la voglia di giocare un ruolo da protagonista nel campo dell’ innovazione e i timori per eventuali rischi alla salute. Il Comune ha vinto il bando e il 5G a Catanzaro sarà sperimentato salvo dietrofront dell’ ultimo minuto. I sostenitori del prossimo standard di comunicazione mobile, quello che promette di collegare ad alta velocità ogni cosa rendendo reali molti di quei progetti che oggi sono solamente sulla carta, si godono la vittoria. Sul versante opposto gli oppositori che giurano: «È soltanto la prima di tante battaglie». A fare rumore il neonato comitato “No 5G a Catanzaro” costituito proprio a seguito della vittoria del bando che consentirà al Comune di lanciare la sperimentazione. L’ accusa è senza precedenti, di quelle lanciate senza filtri: «L’ amministrazione comunale di Catanzaro, con a vertice il leghista Abramo, ha intenzione di utilizzare i cittadini come cavie per la sperimentazione del 5G di cui non si conoscono i rischi sulla salute». Provocazioni politiche a parte, l’ invito è netto: «Organizziamoci e blocchiamolo immediatamente». Una mobilitazione, questa, che i più possibilisti relegano a semplice paura di ciò che non si conosce ancora. E in effetti a Catanzaro c’ è chi anche chi ammette candidamente di non saperne molto di questa tecnologia che promette di proiettare il mondo nel futuro, ma rischia di passare alla storia come il mostro cattivo che vuole giocare sulla salute umana. Un mostro che però non fa paura a tutti. Non ne fa di sicuro a Francesco Mancuso, un ingegnere delle telecomunicazioni catanzarese, che esalta il 5G come «una tecnologia che abiliterà un sacco di nuovi servizi grazie a prestazioni migliori rispetto allo standard attuale» e azzarda un parallelismo tra la paura per il 5G e quella per i vaccini accusando chi lo demonizza di «fare disinformazione in maniera totalmente gratuita, basandosi sul nulla». Ma altro che nulla, a Catanzaro una via di mezzo su questo tema sembra non esistere e tra i più convinti sostenitori del no alla sperimentazione c’ è, ad esempio, Salvatore Parisi talmente poco attratto dal tecnologia del 5G da mettere la sperimentazione in antitesi con il caso del dipendente Telecom che ha vinto la sua personale battaglia contro il cellulare portando a casa la storica sentenza della Corte d’ appello di Torino che, sostanzialmente, mette in correlazione telefonini e tumori. Sullo sfondo timori che non sembrano poi così fuori luogo a Bruxelles, la città belga che la sperimentazione l’ ha già bloccata nella convinzione, espressa dal ministro regionale per l’ Ambiente, Céline Fremault, che «i cittadini non sono cavie, servono standard di sicurezza». A Catanzaro la spinta per la sperimentazione, invece, è così forte da spingere chi teme i rischi ad agire più in fretta possibile. Sabato 25 in agendala mobilitazione La mobilitazione per bloccare la sperimentazione del 5G nel capoluogo di regione scalda i motori e quella che appare già all’ orizzonte ha tutta l’ aria di una guerra lunga e senza esclusione di colpi. Il Codacons, ad esempio, ha già messo a punto una petizione per chiedere un Consiglio comunale ad hoc, ma la città di prepara anche all’ assemblea pubblica di venerdì che, nella sala concerti di Palazzo de Nobili, getterà le basi per la manifestazione di sabato prossimo. Proprio per il 25 gennaio, d’ altronde, è stata indetta la prima Giornata mondiale di protesta contro il 5G e Catanzaro ci sarà. Quella la prima reale occasione per tastare davvero gli umori di una città in fermento che, al momento, appare dilaniata tra i pro e i contro.

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