L’ allarme della Confcommercio: ogni giorno 615 nuovi casi
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fonte:
- La Padania
Soglia di 3,5 milioni certificata ufficialmente dall’ Istat per il 2011, pari a oltre il 6% della popolazione. Nel 2006 – scrive Confcommercio – l’ incidenza era ferma al 3,9%. Il dato, con una previsione massima di 4,2 milioni di poveri totali, è contenuto nel Misery index Confc om m e rc io (MiC), il nuovo indicatore macroeconomico mensile di disagio sociale. A corollario dei dati presentati a Cernobbio, uest’ anno prevede un calo del Pii dell’ 1,7% contro un ribasso dello 0,8% indicato cinque mesi fa. Timide speranze per il 2014 con un rialzo dell’ I% lago di Como, Confcommercio sottolinea che «l’ Italia in cinque anni ha prodotto circa 615 nuovi poveri al giorno, con quest’ area di disagio grave che è destinata a crescere ancora, e di molto». Molti di più infatti secondo il Codacons che stima in due non causa bassi stipendi. Sul fronte macroeconomico, l’ Associazione dei commercianti stima che la flessione dei consumi privati sarà del 2,4% nel 2013, mentre il prossimo anno le spese dovrebbero aumentare dello 0,3%. La stima precedente dell’ ass ociazione era di una contrazione dei consumi dello 0,9% per l’ anno in corso. Alla fine del 2014, rispetto al 2007, la perdita dei consumi reali avrà raggiunto 1.700 euro a testa. Quanto all’ andamento dell’ economia, per il 2013 si prevede un calo del Pii dell’ 1,7% contro un ribasso dello 0,8% indicato cinque mesi fa. Timide speranze per il 2014, anno per il quale la previsione è uest’ anno prevede un calo del Pii dell’ 1,7% contro un ribasso dello 0,8% indicato cinque mesi fa. Timide speranze per il 2014 con un rialzo dell’ I% di un rialzo dell’ i% (il ministro Vittorio Grilli aveva parlato di un calo del Pii dell’ 1,3% per il 2013). Confcommercio sfata infine il falso mito degli italiani come popolo di fannulloni. Le analisi parlano chiaro: sia nel caso dei lavoratori dipendenti sia in quello di professionisti e autonomi, nel 2011 hanno lavorato in media 1.774 ore ciascuno. Vale a dire il 20% in più dei francesi e il 26% in più dei tedeschi. 1 lavoratori indipendenti, autonomi o professionisti, in Italia lavorano quasi il 50% in più del lavoratore dipendente: in cifre, 2.338 ore contro 1.604. Come dire tre mesi in più, compresi sabati e domeniche. Il problema tutto italiano è semmai quello della produttività. In media, ogni lavoratore italiano produce una ricchezza mediamente pari a 36 euro per ogni ora lavorata. Rispetto a noi, i tedeschi producono il 25% in più e i francesi quasi il 40% in più. D elusi» perchè «il Consiglio dei ministri non ha adottato il provvedimento per le (‹ imprese nella sua interezza come noi, invece, ci aspettavamo». Duro il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, parlando del provvedimento annunciato meno di 48 ore fa dal Consiglio dei ministri che prevede il pagamento di 40 miliardi di euro per le imprese creditrici della pubblica amministrazione, in due tranche annuali da venti miliardi ciascuno. «Sicuramemte è positivo il fatto che dopo tanti il tema sia stato portato all’ attenzione de Cdm – ha aggiunto Squinzi parlando con i giornalisti a margine di un incontro con il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando -. Siamo in parte soddisfatti perchè finalmente è stato messo al centro dell’ attenzione del Consiglio dei ministri il problemi del pagamento dei debiti scaduti alla pubblica amministrazione, un problema che un paese civile come l’ Italia non può tollerare». »Ho incontrato proprio la scorsa settimana il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che si era espresso in maniera molto decisa perchè venisse messa mano a questo problema. I 48 miliardi di euro che noi abbiamo chiesto sui 71 miliardi, che risultano da un’ analisi di Bankitalia, secondo me sono un importo inferiore rispetto ai debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese». Di sicuro – stando a Squinzibisogna ringraziare «Napolitano per essere intervenuto in maniera precisa, così come bisogna ringraziare la Commissione europea nelle persone di 0111 Rehn e Antonio Tajani per avere consentito che, in effetti, il nostro paese può procedere al pagamento dei debiti senza infrangerle regole della Commissione europea».
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