8 Settembre 2011

Iva, stangata da 385 euro a famiglia

Condono, il recupero slitta al 2012
 

Dopo tanti tira e molla sulle misure, alla fine l’ entità della manovra è salita. 54,2 miliardi di euro nel 2013, anno in cui vige l’ impegno a raggiungere il pareggio di bilancio. Nel maxiemendamento approvato l’ ultima novità riguarda il condono. Scatta il recupero coattivo da parte del Fisco delle somme non riscosse con il condono tombale del 2002. Ma ci sarà un anno di tempo in più per applicare il piano del governo che mira a stanare i «furbetti delle tasse». Gli accertamenti sulla posizione Iva nei confronti di coloro che aderirono vengono prorogati fino al 31 dicembre 2012. Inoltre, i Comuni potranno stabilire aliquote dell’ addizionale comunale Irpef differenziate in relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dalla legge statale. L’ altra novità è che il contributo di solidarietà del 3% sui redditi oltre i 300.000 euro è retroattivo. Si applica dal primo gennaio 2011. Confermata, poi, l’ anticipazione al 2014 dell’ innalzamento graduale dell’ età di pensione delle donne. Ma il piatto forte della manovra riguarda l’ Iva. L’ aumento di un punto percentuale dell’ aliquota, che passa dal 20 al 21%, scatta subito. Sarà in vigore già a partire dalla data di conversione in legge del decreto. Quest’ anno si potranno incassare 700 milioni. E a regime, la misura vale 4,2 miliardi di euro. Un provvedimento aspramente criticato da consumatori e commercianti. «È una scelta senz’ altro errata. A farne le spese saranno, infatti, i consumi, l’ occupazione e la crescita. Noi abbiamo già stimato che un aumento di tutte le aliquote Iva produce un calo dello 0,9% dei consumi con riflessi negativi sul Pil», tuona Carlo Sangalli. E il suo non è un «no» politico. Il presidente della Confcommercio fa un ragionamento che poggia su cifre e dati per spiegare la contrarietà del mondo del terziario: «Bisogna evitare misure che generino effetti depressivi su una crescita di per sé già bassissima e con prospettive altrettanto basse che rischiano di azzerare i timidi segnali di ripresa dei consumi che ci sono stati a luglio. Non dimentichiamo che ben 17 Regioni rischiano di registrare, per il 2011, un livello di consumi addirittura inferiore a quello del 2000». Per Confcommercio le maggiori riduzioni dei consumi si avrebbero in particolare su alcuni comparti – turismo, informatica domestica, telecomunicazioni, mobilità – che da soli rappresentano oltre un quarto della spesa complessiva delle famiglie italiane. Inoltre, tale misura si trasferirebbe sui prezzi, dando luogo a prevedibili tensioni inflazionistiche». Il Codacons quantifica la stangata sull’ Iva in 290 euro l’ anno. Cifra che sale a 385 euro per una famiglia con 4 persone. Mentre Federconsumatori fa i calcoli su quello che sarà il prodotto più colpito dall’ aumento, la benzina. Pesanti le ripercussioni, soprattutto per gli effetti immediati sul costo di tutti i trasporti. Il carburante ci costerà 32 euro l’ anno in più. Che si sommano ai 440 euro dovuti agli aumenti registrati da agosto 2010. Intanto, il contributo di solidarietà, pur mitigato dalla deducibilità, continua a scatenare l’ ira dei calciatori. Il capitano azzurro Gianluigi Buffon parla di «ennesima umiliazione». Sull’ intera manovra la Cisl esprime invece un giudizio negativo, soprattutto per la mancanza di equità nei confronti dei redditi più alti. Il sindacato annuncia così che proseguirà la mobilitazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this