10 Ottobre 2012

Iva al 22%: 270 euro in più, Coop: ”Una calamità”

Iva al 22%: 270 euro in più, Coop: ”Una calamità”

Giulia Nitti Una nuova stangata, per le associazioni dei consumatori, una calamità, per colossi della Gdo come la Coop, un provvedimento da rivedere al più presto, per la Confcommercio. L’ aumento dell’ Iva di un punto, (che stavolta toccherà tutte e tre le aliquote, quella al 4, quella al 10 e quella al 21%) previsto dal decreto stabilità approvato nella notte, è per le categorie interessate una vera catastrofe. 270 euro all’ anno L’ aumento di spesa per le famiglie, calcolato dal Codacons, sarà di circa 270 euro all’ anno, “176 euro per l’ Iva dal 21 al 22% e 97 euro per l’ Iva dal 10 all’ 11%. Ovviamente la stangata sarà ben maggiore per le famiglie più numerose: 324 euro per una famiglia di 3 persone, 432 per 4”, spiega l’ associazione in un comunicato. Funeste anche le previsioni di Coop (più del 18% delle quote di mercato della Gdo), che fa una nota durissima contro la decisione del governo, definendo l’ aumento “un’ autentica calamità”. Colpito il 73% del paniere delle famiglie La misura, secondo il presidente del Consiglio di gestione Coop, Vincenzo Tassinari “è assolutamente controproducente e tale da generare esiti ancora più devastanti sul potere d’ acquisto delle famiglie e sui consumi rispetto alla già complessa situazione attuale. Questo provvedimento, che inciderà sul 73% dell’ intero paniere di spesa delle famiglie, si innesta in uno scenario negativo su cui incombe un aumento dell’ inflazione che nel corso del 2013 avevamo stimato di circa il 5% e che in queste ultime settimane si è ulteriormente aggravato”. Inutile il taglio dell’ Irpef In più, si legge nel testo, “l’ aumento dell’ Iva non sarà certo compensata dal mini taglio dell’ Irpef”. E così la pensa pure Confcommercio, che prevede “effetti pesantissimi a carico dei consumi e degli investimenti, delle imprese e dell’ occupazione”. “Gli aumenti Iva”, fanno notare i commercianti, “incideranno maggiormente proprio sugli scaglioni di reddito più bassi”, e “l’ inasprimento dell’ aliquota ridotta, dal 10 per cento all’ 11 per cento – penalizzerà molti prodotti alimentari, la competitività della nostra offerta turistica e l’ intera area delle ristrutturazioni edilizie”. Magri risultati I numeri dello scorso anno potrebbero dare ragione ai pessimisti. Nei primi 8 mesi del 2012 il gettito Iva è sceso dell’ 1,3%, pari a 913 milioni in meno, nonostante l’ aumento dell’ aliquota. La dimostrazione, secondo il Codacons, che una pressione fiscale esagerata sui ceto medio bassi si traduce in minor consumi e conseguentemente minor crescita, allontanando l’ obiettivo di avere un rapporto debito/Pil al 60% in 20 anni. “Insomma”, conclude l’ associazione, o si comincia a salvaguardare la capacità di spesa delle famiglie o rischiamo di morire di manovre, peggiorando persino i conti pubblici.

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