17 Maggio 2021

Italia “convalescente”. L’effetto della pandemia sui consumi delle famiglie

È un’Italia “convalescente”, l’immagine con cui Confcommercio descrive l’impatto della pandemia su fiducia, prospettive e consumi delle famiglie italiane. Lo studio analizza abitudini e scelte di consumo delle famiglie italiane nel “viaggio” attraverso la pandemia, con gli effetti che questa ha avuto.

Confcommercio sottolinea soprattutto un doppio dato: il crollo dei consumi e l’aumento dei risparmi. Fenomeni non sorprendenti forse, considerato l’impatto del lockdown e delle misure di contenimento, che fanno però il paio con un pessimismo ancora molto diffuso. Per dire: nell’incertezza della situazione, quasi la metà delle famiglie non ha fatto programmi per l’estate. Un italiano su cinque non farà vacanze estive. E il primo motivo indicato è la mancanza di soldi.

L’impatto della pandemia sui consumi delle famiglie

L’Osservatorio Confcommercio Censis Outlook Italia 2021 ha analizzato dunque l’impatto della pandemia sui consumi delle famiglie. Lo studio si chiama “L’Italia convalescente” e si basa su interviste fatta a mille famiglie, nella seconda metà di aprile 2021 – in coincidenza con le parziali riaperture.

«Sono due gli aspetti – commenta Confcommercio – che saltano subito agli occhi scorrendo i numeri della ricerca e in qualche modo non sono sorprendenti: il crollo dei consumi (1831 euro pro capite) e l’aumento del risparmio (82 miliardi in più nel 2020) dovuto alla perdita di reddito, al clima di forte incertezza e all’oggettiva impossibilità di fare acquisti tra lockdown territoriali e chiusure. Un altro elemento di curiosità è dato dal fatto che nonostante l’avvio massiccio della campagna vaccinale e l’oggettivo calo dei contagi e dei ricoveri e quindi una migliore prospettiva per il futuro, i pessimisti continuino a prevalere sugli ottimisti: quasi metà delle famiglie (47,4%), ad esempio, non ha fatto programmi per le vacanze estive sia per mancanza di risorse economiche ma anche per la paura dei contagi che ancora alimenta una forte instabilità nelle scelte».

Le intenzioni di acquisto per il 2021

Nell’autovalutazione sulle proprie risorse economiche, il 61,4% delle famiglie dichiara che sono uguali rispetto a un anno fa. Mentre per il 27,2% sono diminuite rispetto ad aprile 2020. E per l’11,3% sono invece aumentate.

Da questo dato, e da altri dati della ricerca, emerge dunque una sorta di polarizzazione fra quanti non hanno risentito (più di tanto) degli effetti economici della pandemia e quanti invece hanno vissuto una riduzione di reddito e di consumi, con prospettive più pessimiste.

Nell’analisi delle intenzioni di acquisto per quest’anno, per esempio, al primo posto si piazza la tecnologia seguita a ruota dal comfort domestico.

«Per il 2021, gli italiani preferiscono spendere per aumentare il comfort domestico: al primo posto l’acquisto di prodotti tecnologici (32,9%), seguono elettrodomestici e mobili per la casa (31%) e la ristrutturazione dell’abitazione (28,2%)».

La pandemia e i comportamenti di spesa

Quali sono stati gli effetti della pandemia sui comportamenti di spesa? A causa del Covid le famiglie hanno comprato e allestito dispositivi hardware (22,8%), attivato una connessione internet più veloce (18,7%) attivato abbonamento a pay tv e piattaforme tv in streaming (18,8%).

Attenzione però: il 7,1% ha fatto ricorso a un prestito, il 4,7% ha sospeso il pagamento delle bollette, il 3,5% ha sospeso il mutuo e il 3,2% ha sospeso o ridotto il pagamento dell’affitto.

Un’altra voce interessante riguarda le modifiche nelle abitudini alimentari rispetto al periodo pre-pandemia. Se infatti il 65,3% delle famiglie afferma che non è cambiato nulla, il resto del campione è spaccato praticamente a metà: il 17,1% dice che ha cercato prodotti più economici mentre il 17,6% che ha ricercato prodotti di maggiore qualità.

Vacanze estive, la grande incertezza

Un quinto delle famiglie non andrà in vacanza nell’estate 2021. Oltre il 47% degli italiani non ha fatto programmi in questa fase di incertezza mentre il 20,1% dichiara appunto che non partirà.

Le motivazioni di chi non andrà in vacanza sono soprattutto due: la mancanza di risorse economiche (45,5%) e la paura del contagio (21,9%).
Le reazioni dei consumatori: c’è luce in fondo al tunnel?

Davanti al crollo dei consumi e all’aumento dei risparmi, le associazioni dei consumatori non possono che constatare la drammaticità della situazione. Anche se diverge un po’ la valutazione sull’esistenza di una luce in fondo al tunnel.

Dice ad esempio Massimiliano Dona (UNC): «Dati drammatici, che attestano la grave crisi che stiamo attraversando. Il risparmio precauzionale aggiuntivo di 82 miliardi rappresenta, però, una possibile luce alla fine del tunnel. Nonostante nel 2020 ci sia stata una caduta del reddito disponibile delle famiglie del 2,8%, pari a 32 miliardi, quel risparmio indica che le famiglie possono spendere di più, se verrà meno la paura del futuro e ci sarà più fiducia».

Secondo il Codacons non c’è speranza di recuperare quest’anno i consumi persi nel 2020. «Il 2021 doveva essere l’anno della ripartenza dei consumi, ma i dati finora acquisiti dimostrano che la spesa delle famiglie è ancora totalmente ferma, e la strada per recuperare i 1.831 euro di consumi a testa persi nel 2020 è ancora molto lunga – dice il presidente Carlo Rienzi – Quella che si vede alla fine del tunnel non è una luce, ma una debole fiammella che non basta per cantare vittoria e dirsi fuori dalla crisi».

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