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22 Luglio 2014

Istruttoria dell’Antitrust contro gli operatori di telefonia mobile

Istruttoria dell’Antitrust contro gli operatori di telefonia mobile

di Andrea Biondi

L’Antitrust apre un’istruttoria per pratica commerciale scorretta nei confronti dei quattro principali operatori di telefonia mobile in Italia. A segnalare l’apertura dell’indagine è la stessa l’Autorità garante della concorrenza e del mercato nell’ultimo bollettino che riferisce delle segnalazioni di consumatori. Il periodo delle segnalazioni è compreso fra il dicembre 2012 e il giugno 2014 per Telecom Italia; tra ottobre 2013 e giugno 2014 per Vodafone; fra ottobre 2013 e maggio 2014 per Wind e fra maggio 2013 e giugno 2014 per H3G.
Secondo le segnalazioni i gestori avrebbero fornito agli utenti di telefonia mobile servizi a pagamento (cosiddetti servizi premium) non richiesti e/o richiesti inconsapevolmente e addebitato i relativi importi sul credito telefonico dei consumatori.
Insomma, dopo il bailamme per le notifiche via sms di avviso chiamata non più gratuiti da oggi (solo per Tim e Vodafone al momento), l’avvio dell’indagine da parte dell’Antitrust getta altra benzina sul fuoco. L’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella ha quindi acceso un faro su tutti e quattro i principali gli operatori di telefonia mobile in Italia puntando l’indice contro quei servizi che si attivano automaticamente, alle volte cliccando o anche solo sfiorando un banner. Loghi, suonerie, video e audio sono porte attraverso cui entrano queste spese inattese. Le compagnie, come si si legge nel bollettino dell’Authority, avrebbero omesso “informazioni rilevanti circa l’oggetto del contratto di telefonia mobile e, in particolare, l’abilitazione dell’utente alla ricezione di servizi a pagamento durante la navigazione in mobilità, le caratteristiche essenziali, le modalità di fornitura e di pagamento dei servizi” nonché “la necessità, da parte del consumatore, di doversi attivare mediante una richiesta esplicita di adesione alla procedura di blocco”. Infatti, volendo, con il cosiddetto barring sms si può bloccare all’origine questo pericolo, ma secondo molti esperti si rischia anche di bloccare comunicazioni di altro tipo (da parte di banche o intermediari finanziari).
Le segnalazioni all’Antitrust sono arrivate dal Codacons (e nel caso di H3G anche da Adiconsum e Associazione Avvocatideiconsumatori) sul cui sito sono già pronti i moduli per la preadesione all’azione legale. «Si tratta di servizi – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – che gli utenti non avevano mai richiesto e che si ritrovavano a pagare loro malgrado. Se saranno accertati comportamenti scorretti e violazioni dei
diritti dei consumatori, avanzeremo azioni risarcitorie nei confronti delle 4 società telefoniche». Insieme ai big della telefonia sono coinvolte nell’istruttoria dell’Antitrust anche aziende che forniscono questi servizi premium come Emcube e Acotel.

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