26 Febbraio 2008

Istat, consumi al palo da 5 anni

Istat, consumi al palo da 5 anni
Istat, consumi al palo da 5 anni

Nel 2007 le vendite al dettaglio sono aumentate di appena lo 0,5%, a dicembre calo dello 0,6% Poco più sostenuti i prodotti alimentari, con +0,9% annuo Mentre sta proseguendo la corsa dei prezzi, anche la crisi dei consumi non si è attenuata e gli affari delle imprese del commercio, che hanno risentito sia di una situazione economica poco brillante, sia dello sciopero degli autotrasportatori, sono colati a picco a fine anno. Mentre nell`intero 2007 hanno messo insieme un aumento di appena mezzo punto percentuale (rispetto al +1,2% registrato l`anno precedente), che in pratica vuol dire crisi, visto che i prezzi al consumo sempre nello scorso anno sono saliti dell`1,8%. Nel solo mese di dicembre (tradizionalmente dedicato agli acquisti natalizi), secondo l`Istat, il valore delle vendite al dettaglio è diminuito dello 0,6% (contro una crescita dello 0,3% registrata a novembre), soprattutto per colpa delle vendite di prodotti non alimentari, diminuite dell`1,1%, a cui hanno offerto un modesto sostegno gli alimentari, in aumento appena dello 0,2%. Il 2007, sull`anno precedente, ha invece fatto rilevare un aumento dello 0,5% grazie ai prodotti alimentari (+0,9%) più che ai non food (+0,2%). Insomma, sono almeno cinque anni che le vendite del commercio al minuto crescono al di sotto dell`inflazione, dunque più che di anno nero per i negozianti si deve parlare di lustro nero. Nel frattempo i consumatori per difendersi dal caro-vita, che oltretutto per i prodotti di prima necessità, come ha svelato nei giorni scorsi sempre l`Istat, negli stessi anni ha fatto registrare incrementi di gran lunga superiori alla media dell`indice generale di inflazione, si sono spostati in massa verso la grande distribuzione abbandonando i piccoli esercenti. I dati parlano chiaro: a dicembre gdo a +0,4% e negozietti a -1,2%, nell`intero 2007 i primi a +1% e i secondi a 0,1%. Come accennato, consumatori sempre più alla ricerca di prezzi scontati. E così nel 2007 è stato quasi addio anche ai supermercati e agli ipermercati i quali, all`interno della grande distribuzione, sono migliorati soltanto dell`1,1 e dello 0,5% rispettivamente, mentre gli hard discount, soprattutto grazie ai prezzi dei prodotti alimentari, hanno fatto rilevare un incremento del 2%. Tra i prodotti non food, a dicembre ha regnato il segno meno. La peggiore performance è quella fatta registrare dalle dotazioni per l`informatica e telefonia (-2,4%). A seguire supporti magnetici e strumenti musicali (-2,1%) e prodotti vari (-1,9%). Nell`intero anno la flessione più forte è stata quella delle dotazioni per l`informatica e telefonia (-0,7%), mentre l`incremento più sensibile è arrivato da calzature e articoli in cuoio (+1%). Da rilevare che a livello di area geografica la diminuzione delle vendite più sostenuta a dicembre è stata registrata nel Mezzogiorno (-1,1%), seguito dal Centro Italia (-0,5%) e dal Nordest (-0,8%). Soltanto il Nordovest (+0,1%) è apparso in crescita. Considerando la media dell`anno, le vendite sono salite in tutto il Nord, sostenute però sempre dai prodotti alimentari, mentre è rimasto tutto invariato nel Centro e nel Sud. Commentando questo “andamento non brillante“, il ministro dello sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, ha ribadito: “Il dato di fondo è che dobbiamo mettere più soldi liberi in tasca a salariati e stipendiati“. Si riaccende il dibattito sui prezzi. L`andamento dei prezzi, accompagnato alla stagnazione dei consumi, preoccupa Confcommercio “soprattutto per i riflessi negativi che può avere sulle prospettive di spesa delle famiglie nel 2008 e, quindi, sulla crescita“. L`ufficio studi di piazza Belli, inoltre, ha rilevato che “la prevedibile riduzione del tasso di crescita del prodotto interno lordo e dei redditi nel prossimo anno verosimilmente porterà a una stagnazione delle vendite, almeno per tutta la prima parte dell`anno in corso se non per tutto il 2008 a prescindere dal tasso d`inflazione osservato“. Sulla stessa linea anche il Codacons, secondo cui il dato sulle vendite al dettaglio “rispecchia la crisi che stanno vivendo i consumatori italiani, sempre più in difficoltà con gli acquisti e i bilanci da far quadrare“. La propensione all`acquisto degli italiani, hanno aggiunto i consumatori, “è chiaramente in caduta libera, e per farla risalire l`unica strada da percorrere è una riduzione generalizzata dei prezzi di almeno il 15%“. Intanto il Codacons sta studiando uno sciopero generale che riguarderà gli acquisti, i carburanti e le rate del mutuo; una manifestazione di protesta che porterà i cittadini in strada e nelle piazze per dire basta al continuo aumento dei prezzi e delle tariffe. Nel dibattito è intervenuto anche il garante nominato dal ministero dello sviluppo economico, Antonio Lirosi, che, nel giorno del debutto del numero verde unico delle Cciaa per il monitoraggio, ha ribadito la sua linea d`azione: più controlli, pressing sulle categorie e informazione, ma no a un sistema di prezzi imposti.

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