20 Febbraio 2003

Istat, Biggeri: “è stato un errore umano“

Istat, Biggeri: “è stato un errore umano“



Mentre i consumatori portano in tribunale l`operato dell`Istituto di statistica, il presidente dell`Istat punta il dito contro un rilevatore della task force centrale




ROMA ? All?indomani della bufera che ha investito l?Istat per aver rivisto al rialzo il dato sull?inflazione di gennaio per un errore sui prezzi dei farmaci, l`intesa dei consumatori ha
presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. Si ipotizzano i reati di abuso d`atti d`ufficio, falsità
materiale e ideologica in atti pubblici e turbativa di mercato. Ma il Presidente dell`Istituto di Statistica Luigi Biggeri smorza i toni della polemica e dichiara: “si è trattato di un errore umano da parte di un rilevatore della task force centrale. Non c`è stata nessuna pressione politica. Da ora in poi faremo verifiche ulteriori sulla rilevazioni dei prezzi a livello centrale. Non saranno verifiche particolarmente onerose né complesse“.

I consumatori all`attacco – Abuso d`atti d`ufficio, falsità
materiale e ideologica in atti pubblici e turbativa di mercato. Con queste motivazioni l`Istat è finito in tribunale. “L`Istituto nazionale di statistica – fanno sapere i consumatori
– ha inoltre rifiutato di ammettere i tecnici dell`Intesa dei
consumatori al controllo dei documenti relativi al tasso di
inflazione di gennaio 2003 e degli altri mesi del 2002, come
richiesto dalla stessa Intesa“. Nella sua denuncia l`Intesa dei
consumatori chiede il sequestro cautelare di tutti i files
relativi al dato sull`indice dei prezzi al consumo di gennaio
2003 e degli altri 12 mesi del 2002 presenti nei pc degli uffici dell`Istat.

Un coro di dissenso – Nonostante le dichiarazioni di Biggeri non si placano le dichiarazioni e le proteste. Un coro di dissenso da cui tuttavia si levano anche proposte. In prima linea si espongono il presidente dei Verdi Pecoraro Scanio, Mario Lettieri, deputato della Margherita e segretario della Commissione Finanze della Camera, Paolo Landi dell?Adiconsum, il presidente della Confcommercio Sergio Billè, Marco Venturi, presidente della Confesercenti e Confartigianato.

L`opposizione – Per evitare che l?errore si ripeta in futuro, il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio chiede a gran voce la necessità del pluralismo della rilevazione. “L`errore commesso è ancor più grave in quanto riguarda la spesa sanitaria, una voce importante che ha una grossa incidenza nella vita quotidiana di tutti i cittadini e che richiederebbe al contrario un`attenzione e una classificazione massima“. E in attesa di ridiscutere una soluzione Pecoraro sostiene che l`Istat “debba rivedere l`intero impianto della sua ricerca e il metodo di valutazione usato nelle rilevazioni statistiche“. Punta il dito contro l?Istat anche Mario Lettieri, deputato della Margherita e segretario della Commissione Finanze della Camera. “L`errore ormai riconosciuto ufficialmente dall`Istat conferma le nostre valutazioni su una inflazione reale sicuramente maggiore di quella ufficialmente accertata e sostenuta dal governo. E conferma inoltre la fondatezza delle proteste delle associazioni dei consumatori“ .


Le associazioni dei consumatori – Preoccupato della situazione e col timore che incidenti del genere si ripropongano è Paolo Landi. Il segretario generale Adiconsum ritiene infatti che l`errore dell`Istat ?sia un incidente di percorso? Ma aggiunge: ?se fossero resi pubblici i dati oggettivi delle rilevazioni ci sarebbero sorprese più significative“. Infine Landi sposa le dichiarazioni di Lettieri sostenendo che l?inflazione reale è certamente maggiore rispetto a quella ufficiale. Al di là della ridda di polemiche che ha sollevato l?errore commesso dall?Istituto di Statistica, le associazioni dei consumatori sono pronte ad avanzare proposte per evitare di incappare nuovamente in buchi del genere. E mente Landi prospetta come soluzione la possibilità di introdurre rilevazioni sul campo attraverso i codici a barre, Marco Venturi, presidente della Confesercenti, chiede una certificazione europea. “Per evitare certi errori sarebbe necessario varare una sorta di certificazione europea ? dichiara Venturi – A questo fine il Governo dovrebbe chiamare in causa l` Eurostat “affinché, quale organismo super partes, attesti il reale andamento dell`inflazione in Italia“.

A caldo il presidente della Confcommercio Sergio Billè ha definito quello dell`Istat “un errore da matita blu, anche perché attiene a un tema, quello della spesa sanitaria, che andrebbe classificato e contato nel miglior modo possibile. Mi auguro solo che questo errore non abbia a ripetersi, perché, se dovesse ripetersi, probabilmente alcune strumentalizzazioni, avvenute in questi mesi, farebbero sì che il mercato della statistica diventerebbe davvero qualcosa di ingovernabile“.

Infine arrivano le dichiarazioni degli artigiani, che si presentano come vittime e non come cause dell?aumento dell?inflazione. Le imprese artigiane “hanno subito gli svantaggi “piuttosto che concorrere a determinare l?inflazione“. Lo ha sostenuto Confartigianato, ascoltata dalle commissioni Industria del Senato e Attività Produttive della Camera, sull`andamento di prezzi e tariffe con Cna, Confapi e Casartigiani. Anche Casartigiani ha sottolineato che non c`è stato “nessun effetto inflattivo nel 2002 a seguito dell`euro, nell`artigianato“.



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