Ipotesi mini-acquisti col bancomat, ed è subito polemica
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fonte:
- La Sicilia.it
Corrado Chiominto Roma. Tracciabilità totale degli acquisti che, sopra i 50 euro, dovranno essere fatti con moneta elettronica. Bancomat o carta di credito. La norma è prevista dall’ ultima bozza del dl Sviluppo, messa a punto dagli uffici del ministro Passera, e dovrebbe essere approvata entro fine mese. Ma al momento si tratta solo di un’ ipotesi che scatterebbe dal primo luglio 2013 e che potrebbe essere modificata decisamente già prima di vedere la luce: aumento dell’ importo, riduzione delle commissioni e slittamento almeno al 2014. Anche perché la data di luglio lascerebbe da gestire una patata bollente al governo futuro, appena insediato. «Stiamo lavorando, non c’ è nulla di definito né sulla soglia né sui tempi – ammette il sottosegretario allo Sviluppo, De Vincenti -. Si ragiona sulle ipotesi, si correggono, si cambiano, si abbandonano». La norma, come dire, è al momento più che aperta. Anche se Passera vuole approvarla. «Non abbiamo ancora deciso limite e tempistiche – dice il ministro ai giornalisti che lo incalzano alla Camera – ma certamente spingeremo per una diffusione sempre più ampia della moneta elettronica, perché poche cose contrastano così tanto evasione e illegalità». Ma, anche se il nocciolo della norma è ancora da decidere, i no arrivano subito e decisi. L’ associazione dei consumatori Codacons critica quello che definisce «l’ ennesimo inutile regalo alle banche». E per la Lega «l’ ottimismo di Monti vale per le sole banche che con l’ obbligo quasi universale di pagamento tramite bancomat, moltiplicheranno all’ inverosimile gli introiti delle commissioni». Più ragionata, espressa con diplomazia, la contrarietà del settore commercio, alle prese con le difficoltà della crisi e la contrazione dei consumi. Bene la modernizzazione del sistema dei pagamenti – spiega Confcommercio che chiede un tavolo tecnico di confronto – ma «il perseguimento di questo obiettivo non può però significare introduzione, con tempi stringenti, di obblighi universali di accettazione degli strumenti di moneta elettronica. E ciò tanto più in assenza di chiare scelte ed impegni in materia di riduzione delle commissioni che gravano sugli esercenti e che maggiormente incidono sulle transazioni di importo contenuto». Ci deve essere – dice la confederazione guidata Sangalli – «una chiara relazione tra crescita dei volumi delle transazioni ed abbattimento dei costi». Un tema caro anche all’ Antitrust che nel passato ha più volte chiesto un ridimensionamento delle commissioni bancarie. Sullo stesso tasto batte anche la Confesercenti. È vero – dice – l’ utilizzo della moneta elettronica consentirebbe di dare maggiore sicurezza contro furti e rapine. Ma serve una calo dei costi delle commissioni. Ricorda per questo il tentativo, finora fallito, che il governo aveva fatto sull’ acquisto di carburante. «Nei mesi scorsi l’ esecutivo – dice la Confesercenti – ha adottato un provvedimento teso a favorire l’ utilizzo della moneta elettronica per l’ acquisto di carburanti, prevedendo che alle transazioni non dovesse essere applicato nessun costo. Nonostante la legge, le banche si sono rifiutate di applicare tale disposizione, ritenendo inammissibile sostenere il servizio facendosi carico dei relativi costi. Il governo ha fatto finta di niente, e ha permesso che la legge rimanesse inapplicata». E mentre si dibatte sulla tracciabilità degli acquisti, ecco che in tema di consumi Confcommercio rende noto che nonostante a luglio siano calati dello 3% rispetto al mese precedente, in un anno sono cresciuti dello 0,3%. Le famiglie dunque non si arrendono di fronte alla nuova ondata recessiva, ma un vero atto di resistenza stanno facendo pure le imprese visto che, sulla base dei dati Unioncamere, tra luglio e agosto ne sono nate 50mila e ne sono morte 40mila, con un saldo positivo – dunque – di 10mila. «Stiamo assistendo ad un estremo tentativo da parte delle famiglie di mantenere inalterati i livelli di spesa di questi ultimi mesi – avverte il presidente Confcommercio, Sangalli – che però non potrà durare ancora per molto se non si varano al più presto misure di contrasto». Il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, per parte sua parla di «miracolo italiano» per «il fatto che ci sia ancora tutto questo entusiasmo nel voler fare impresa, mortificata puntualmente da giustizia, tasse e burocrazia».
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