Installò i T-red sull’ Emilia: ben 4 anni a Raul Cairoli
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fonte:
- La voce di Romagna
Ennesima sentenza contro i “T-red” o “vampiri rossi”, come venivano chiamati gli impianti di videosorveglianza ai semafori con cui la Polizia Municipale poi multava gli automobilisti che erano passati con il rosso. Il filone, questa volta, era quello degli impianti di Segrate e si è concluso con due condanne e sei assoluzioni. Da rilevare, per quel che riguarda Santarcangelo, che tra i due condannati figura ancora una volta Raul Cairoli (l’ altro è Giuseppe Astorri), a cui è stata comminata una pena di ben 4 anni di carcere per l’ accusa di turbativa d’ asta. Cairoli, in qualità di amministratore unico della Ci.Ti.Esse, che commercializzava invia esclusiva i “TRed”, compresi quelli installati sulla via Emilia (ma senza alcuna gara d’ appalto, motivo per cui almeno in questo filone il Comune non è stato mai “indagato”), aveva già ammesso il suo sistema: “Tra me e altri imprenditori – aveva messo a verbale Cairoli – c’ era un accordo: ogni società avrebbe dovuto essere favorita per le gare bandite dai Comuni in relazione alla fornitura delle apparecchiature”. Di qui la condanna, che però non soddisfa per niente il popolo dei multati: al di là delle due condanne, i giudici non hanno ritenuto che ci fossero gli estremi per il capo d’ imputazione relativo all’ abuso d’ ufficio. Il Codacons, che si era costituito parte civile nel procedimento penale, non ha, quindi, ottenuto un risarcimento. Infatti, “il risarcimento non era solo importante dal punto di vista giurisprudenziale, ma sarebbe stata una svolta nella difesa dei consumatori rispetto agli abusi della pubblica amministrazione e nella battaglia sulla sicurezza stradale, messa in crisi da quei comuni che pensano solo a fare cassa, che violano il Codice della strada o da chi commette il reato d’ abuso d’ ufficio, come era stato inizialmente ipotizzato dall’ accusa”. Insomma, “un’ occasione perduta”. (db)
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- Rassegna Stampa
