5 Gennaio 2011

Inflazione sempre più vicina al 2%.

ROMA Inflazione sempre più vicina al 2%. A dicembre, comunica l’ Istat, l’ indice Nic dei prezzi al consumo è balzato all’ 1,9%, rispetto a dicembre 2009. Era all’ 1,7% a novembre. Su base mensile, l’ incremento è dello 0,4%. Tirando le somme di un anno caratterizzato da una costante crescita della dinamica dei prezzi, la media 2010 è pari all’ 1,5%, il doppio del 2009 quando ci si fermo a +0,8%. Soddisfazione parziale, se si considera che l’ indice armonizzato (Ipca) che tiene conto anche di saldi e promozioni ed è quello tenuto in considerazione da Eurostat, è salito del 2% tendenziale e dello 0,3% mensile. I "colpevoli" di questo dicembre surriscaldato, ammesso che di colpa si tratti, sono essenzialmente due: il caro-carburanti e il rincaro delle assicurazioni sui veicoli. Un mix "esplosivo" che ha fatto crescere il capitolo trasporti del 4,2% su base annua e dell’ 1,4% su base mensile. I prezzi volano anche in Europa dove nell’ Eurozona l’ inflazione ha fatto registrare una crescita del 2,2% a livello tendenziale, un dato al di sopra del "tetto" Bce del 2% comunque il più elevato dall’ ottobre 2008 . Si tratta, per ora, di stime che dovranno trovare conferma tra un mese. L’ aumento della benzina era già sotto gli occhi degli automobilisti. L’ Istat certifica, sulla base dei dati provvisori disponibili, che a dicembre la benzina è aumentata del 9,8% su base annua e del 2,5% su base mensile; che il gasolio ha fatto un balzo del 14,5% rispetto a dicembre 2009 e del 3% rispetto allo scorso novembre; che il Gpl è addirittura rincarato del 21,3% tendenziale e del 6,5% congiunturale. In forte crescita anche il gasolio da riscaldamento. Ma ad aver generato l’ insofferenza maggiore, anche da parte del governo (vedi l’ articolo qui sotto), è stato il nuovo rincaro dell’ Rc auto che ha fatto registrare un balzo del 6,6% su base annua e dello 0,5% mensile, comunque superiore al dato medio nazionale. Scendendo ulteriormente nel dettaglio, a dicembre fanno un balzo in avanti le comunicazioni in aumento dello 0,6% su novembre per effetto delle nuove offerte su telefonini, ma il settore è tra i pochi a scendere su base annua: -0,6% rispetto a dicembre 2009. Rialzano la testa anche gli alimentari, che danno segnali sempre più forti di risalita: a dicembre i prezzi dei prodotti per la tavola salgono dello 0,9% in termini tendenziali e dello 0,2% sul piano congiunturale. Inoltre, continuano i rincari sui trasporti, con un boom dei biglietti aerei per i voli nazionali (+32,9% congiunturale), che sconta l’ effetto feste. Natale e Capodanno pesano anche sugli aumenti mensili dei pacchetti vacanza tutto compreso (+10,5%) e degli agriturismi (+6,5%). «Siamo sotto un ragionevole livello di guardia perché l’ inflazione annuale è cresciuta dell’ 1,5% rispetto al 2,2% della media europea», commenta il ministro dello Sviluppo Romani. Ne è convinto anche il ministro della P.A., Brunetta, che sottolinea come l’ inflazione italiana «si sia sostanzialmente allineata alla media Ue 16». Di tutt’ altro parere le associazioni dei consumatori. Il Codacons è «molto preoccupato». Se il trend di crescita dell’ inflazione proseguisse nel 2011 verrebbe a costare 902 euro a famiglia; 567 se invece si fermasse all’ 1,9%. Anche Federconsumatori e Adusbef rilanciano la stima di 1016 euro di aggravio per le famiglie. Sul fronte opposto le associazioni imprenditoriali. Confcommercio e Confesercenti difendono il proprio operato: «L’ accelerazione di dicembre è comunque a tutte le economie dell’ Eurozona», afferma la prima; raddoppia «ma rimane sotto controllo», aggiunge la seconda. Coldiretti ricorda che il grano costa il 40% in meno che nella primavera 2008, anno del record assoluto. E anche se l’ aumento 2010 è stato del 25% per il grano e del 30% per il mais, il precedente livello non è stato recuperato. Così come Confagricoltura osserva che l’ indice del settore agroalimentare è cresciuto dello 0,3% contro lo 0,4% dell’ indice generale. Ma il responsabile consumatori del Pd, Lirosi, accusa il governo di «disattenzione» sulle tariffe «dei servizi postali, autostradali ferroviari, idirici e di raccolta rifiuti», cioè su quelle sottoposte a regolamentazione, che crescono «in modo ingiustificato, con tassi superiori all’ inflazione». RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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