Inflazione raddoppiata in un anno
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fonte:
- Avvenire
- Il Cittadino
C on il petrolio a oltre 90 dollari per barile, l’inflazione in Italia prende il largo passando dall’1,7% di novembre all’1,9% di dicembre, il tasso annuo più alto dalla fine del 2008. In un solo mese, dice l’I- stat, i prezzi al consumo soprattutto per il rincaro dei prodotti energetici sono saliti dello 0,4%, un salto che peraltro nel 2010 si è verificato due volte, ad aprile e a luglio. Pertanto il tasso medio del costo della vita nell’anno che si è appena chiuso è risultato piuttosto alto e pari all’1,5%, quasi il doppio rispetto al 2009 quando si è fissato allo 0,8%.
I primi commenti al dato sull’inflazione arrivano dal Codacons che ritiene pesante il balzo dei prezzi di dicembre, aggiungendo che «pure se l’inflazione si fermasse per tutto il 2011 all’1,9%, si determinerebbe una stangata per le famiglie italiane del 567 euro». Anche per questo i consumatori chiedono al governo di intervenire con le liberalizzazioni, «per fare in modo che gli italiani non abbiano le banche, le assicurazioni (vedi box a fianco,
ndr ), i telefoni, la luce ed il gas più cari d’Europa».
Il capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera Pierpaolo Baretta trova invece grave «la ripresa dell’inflazione in un periodo di ristagno dei consumi». Si mostrano invece tranquilli sia la Confcommercio sia il Ministero della Pa e l’innovazione guidato da Renato Brunetta: la prima afferma che la corsa dei prezzi «è un fenomeno comune a tutte le principali economie dell’Eurozona» e il secondo dice che «l’inflazione italiana si mantiene al di sotto della media dell’area euro ». Concorda il ministro dello Sviluppo Paolo Romai: «Siamo sotto un ragionvelo livello di guardia perché l’inflazione annuale è cresciuta dell’1,5% rispetto al 2,2 % della media europea».
E in effetti nell’Eurozona sempre a dicembre il costo della vita ha raggiunto il 2,2%, ma all’Eurotower anche se non ci saranno allarmi almeno «qualcuno aggrotterà le sopracciglia» commenta Martin van Vliet, economista della olandese Ing. Ma torniamo ai dati Istat. L’inflazione a dicembre è risultata piuttosto calda soprattutto per l’energia (+1,8% mensile e +7,7% annuo) che ha influito decisamente sui trasporti i quali hanno subito un incremento dell’1,4% mensile e del 4,2% annuo. Nel dettaglio, i prodotti che più degli altri hanno determinato il balzo del carovita, sono la benzina verde con una crescita del 2,5% su mese e del 9,8% su anno, il gasolio (+3% e +14,5%) e il gpl (+6,5% e +21,3%). Da notare che quest’ultimo aumento ha messo in difficoltà tutti quegli automobilisti che hanno approfittato degli incentivi per acquistare auto ecologiche.
Tra gli altri capitoli di spesa, aumenti mensili importanti arrivano dalle comunicazioni (+0,6%) – anche se a livello tendenziale, in questo caso, si registra un calo analogo – e spettacoli e cultura (+0,5%), mentre flessioni giungono dai servizi ricettivi e di ristorazione (-0,3%) e istruzione (-0,1%). Su base annua gli aumenti più elevati sono stati registrati oltre che nei citati trasporti (+4,2%), nell’abitazione (+3,5%) e nei beni e servizi (+3,2%). Unica diminuzione, come si accennava, quella delle comunicazioni.
Così lo scorso anno. E adesso? Si sale ancora, infatti la stima dei prezzi per il 2011 è all’1,9% e non ci si stupisce visto che è già pronta una raffica di aumenti su elettricità, gas, acqua, prodotti alimentari, rifiuti, trasporto locale, Rc auto, pedaggi autostradali e multe. Ma non basta. Ci si mette pure il trascinamento, cioè il livello di inflazione che si avrebbe a fine anno nella migliore delle ipotesi, cioè prezzi fermi durante tutto il 2011. Ebbene, il fardello che l’anno vecchio ha mollato al nuovo è pari a +0,8%, lasciando quindi un margine molto ristretto di crescita effettiva dei prezzi se si vuole centrare il bersaglio.
I consumatori: se i prezzi si fermassero nel 2011 a questi livelli per le famiglie ci sarebbe comunque una stangata di 567 euro
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