29 Aprile 2006

INFLAZIONE, PREZZI DI NUOVO IN SALITA

Le stime dell`Istat: più 2,2% annuo e più 0,3% su marzo. Ma i consumatori puntano i piedi: dati inattendibili Il caro greggio spinge in alto l`inflazione. Ieri l`Istat ha diffuso la stima preliminare dell`indice dei prezzi di aprile sui dati delle città campione, che hanno prodotto un carovita al 2,2 per cento rispetto ad un anno fa ed un incremento dello 0,3 per cento su marzo. L`Ipca, invece (l`indice armonizzato su base europea) si è attestato al 2,3 per cento, con un incremento sul mese precedente dello 0,9 per cento. Rimandano al mittente la rilevazione Istat i consumatori, convinti che ancora una volta i dati siano ben lontani dalla realtà. Così da Federconsumatori, all`Adusbef, passando per il Codacons, il coro sembra unanime: “Dati inattendibili“. Inattendibili perché a disturbare le notti troppo tranquille dell`Istituto nazionale di statistica ci sono i prezzi alle stelle del petrolio, giunto a 73 dollari con conseguenze ineludibili sulle bollette di energia e gas. Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori è convinto, infatti che il 2,2 per cento non può essere compatibile con tutti gli aumenti generati dl caro petrolio “arrivato a 73 dollari“. Sulla stessa linea Elio Lannutti dell`Adusbef, secondo il quale l`Istat snocciola le consuete “fandonie sull`inflazione al 2,2 per cento ad aprile, “mentre le retribuzioni degli operai ed impiegati sono quasi al doppio“. Dal Codacons, il presidente Carlo Rienzi, l`inflazione rilevata dall`Istat è chiaramente “sottostimata“. E le tensioni nel settore energetico “hanno avuto riflessi ben più pesanti sulle famiglie, che per l`Istat sono pressochè invisibili“. Dati preoccupanti anche per Confcommercio. Il Centro studi dell`organizzazione di Piazza Belli. Se i dati pubblicati ieri dall`Istat testimoniano una situazione che continua a rimanere sostanzialmente sotto controllo, non possono non destare preoccupazione in considerazione della dipendenza del nostro sistema dei prezzi dagli andamenti delle materie prime petrolifere. Per il Centro studi, infatti, la voce energia segnala un aumento dell`1,3 per cento su base mensile e del 17,5 in termini tendenziali, mentre al consumo gli aumenti più elevati si registrano per abitazione, acqua, elettricità, combustibili e trasporti. Per Confesercenti, “il leggero aumento nei prezzi al consumo“ in aprile è dovuto ancora una volta al caro greggio, che ha prodotto nuovi consistenti aumenti dei prezzi dei carburanti, dell`ordine del 7 per cento e mentre lo stato continua ad incassare e le “famiglie a pagare“. A fronte dell`aumento del prezzo del petrolio, c`è, invece, il contenimento dei prezzi degli alimentari. A ricordarlo è Confagricoltura: “Anche nel mese di aprile, secondo le stime Istat, i prodotti alimentari hanno registrato una dinamica assai più contenuta dell`Indice generale dei prezzi al consumo“. Gli fa eco la Coldiretti che ancora una volta ha sottolineato come l`agricoltura italiana “sta contribuendo a proprie spese al contenimento del paniere generale sull`inflazione che ha registrato ad aprile un aumento anche per gli alimentari (+0,9 per cento)“. La dinamica dei prezzi preoccupa anche il sindacato. Il segretario confederale Ugl, Paolo Segarelli ritiene preoccupante la crescita dei prezzi alla produzione perchè si ripercuoterà negativamente sul potere d`acquisto di stipendi e pensioni, come “dimostra già la stima provvisoria dell`inflazione“. Dalle stime delle città campione, Roma risulta la città più cara con un incremento dello 0,5 per cento sul mese precedente e con una variazione annua del 2,2 per cento. I capitoli di spesa che fanno registrare variazioni congiunturali maggiormente significative in assoluto sono: servizi ricettivi e di ristorazione (3,1 per cento), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (0,8 per cento), trasporti (0,6 per cento).

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