INFLAZIONE in picchiata
INFLAZIONE in picchiata. L`ultima stima dell`Istat parla di una variazione pari ad un più 0,2% e a un più 1,5% rispetto allo stesso mese dell`anno precedente. E` il valore più basso dal giugno 1999. Scende il prezzo dell`energia con riflessi anche sui carburanti e sulle tariffe elettriche e del gas. In ribasso le tariffe aeree e i medicinali mentre sono in crescita i prezzi del comparto alimentare e delle tariffe dei treni. In linea generale dai prodotti energetici è venuta una spinta al rallentamento del tasso d`inflazione, un contributo che ha pesato per oltre un decimo di punto. La crescita dei prodotti energetici è dovuta soprattutto ai beni non regolamentati, cioè i carburanti, dove si registra un aumento dell`1,9%, mentre rispetto ad aprile 2006 c`è stato un rallentamento del 2,7%. Più in dettaglio la benzina verde è cresciuta del 2,6% ad aprile rispetto a marzo mentre è diminuita del 2,7% su base tendenziale. Il gasolio ha registrato un aumento dell`1,5% congiunturale e una diminuzione del 4,2% rispetto ad aprile 2006. La componente regolamentata, cioè le tariffe di energia elettrica e gas, registra un calo dell`1,5% congiunturale e un aumento del 2,9% tendenziale. IN PARTICOLARE il gas per uso domestico scende del 2% su marzo ed è in rialzo dello 0,9% su aprile 2006. I combustibili liquidi fanno registrare un aumento congiunturale dell`1,8% e un calo tendenziale del 4,1%. Un sostegno all`inflazione arriva invece dal comparto alimentare, con il capitolo alimentari e bevande analcoliche che cresce dello 0,4% sul mese e del 2,7% sull`anno. La tendenza all`accelerazione viene soprattutto dai beni non lavorati (+3,9%) mentre più contenuta e la dinamica dei lavorati (+1,9%). Spiccano soprattutto le voci ortaggi, con aumenti del 3,9% su base annua, e la frutta (+4,9%). A rallentare l`inflazione contribuiscono invece i medicinali (-5,8% tendenziale) e inoltre le apparecchiature telefoniche (-16,7%) e gli strumenti informatici (-11,1%), due voci che incidono sul -10% tendenziale fatto registrare dal capitolo comunicazioni. Nel settore dei trasporti contribuisce a rallentare l`inflazione l`andamento delle tariffe dei trasporti aerei (-10,4% tendenziale) mentre le tariffe dei treni segnano un aumento del 6,9% e quella del trasporto marittimo dell`11,7%. Si tratta, in buona sostanza, di una stabilizzazione dei prezzi al consumo che è letta da Confesercenti come un “contributo significativo all`intera economia ed alle sue prospettive di crescita: infatti, prezzi più bassi e stabili aumentano il potere d`acquisto delle famiglie, stimolando la domanda di beni e servizi, e in prospettiva contribuiranno a non far crescere troppo il costo del lavoro, accrescendo competitività ed investimenti del sistema produttivo“. Ed è un po` anche il parere del ministro Bersani (nella foto Prisma), secondo il quale il “contenimento dell`inflazione è un elemento fondamentale per incoraggiare i consumi e la crescita economica. Anche settori tradizionalmente delicati per quel che riguarda l`andamento dei prezzi, come farmaci e telecomunicazioni – continua il ministro Bersani – mostrano in determinate condizioni di poter dare un contributo positivo“. COMMENTI che non convincono i consumatori, in particolare l`Adusbef, Federconsumatori e Codacons che non credono che il dato corrisponda alla situazione reale. “Sono dati lontani dalla realtà degli acquisti – è infatti l`accusa lanciata dal Codacons – e a dimostrarlo è il fatto che gli aumenti maggiori si registrano nel comparto dell`ortofrutta e dei treni, voci che incidono pesantemente sui redditi delle classi medio basse“. Stessa musica da parte dell`Adusbef che giudica ironicamente il dato del rallentamento dell`inflazione: “Sarebbe una splendida notizia se solo fosse aderente alla realtà di milioni di famiglie, costrette sempre più a ricorrere al debito per sopravvivere, con la sindrome della terza settimana cancellata dalle cronache, ma non certo risolta“.
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