Indice puntato sui gestori telefonici
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Il presidente dell`Autorità Corrado Calabrò denuncia anche la permanenza del duopolio Rai-Mediaset
La legge Gasparri è già invecchiata
ROMA ? Al suo debutto ufficiale davanti al Parlamento e con soli pochi mesi alle spalle di lavoro, Corrado Calabrò, presidente dell`Authority Tlc sorprende la platea spiazzando tutti con un doppio, durissimo affondo contro le regole del sistema della comunicazione. Parte lancia in resta contro il granitico duopolio Rai-Mediaset, ma soprattutto affonda la Gasparri, che è sì una legge di sistema, ma per alcuni aspetti rischia di essere già superata dall`innovazione tecnologica. Senza contare la richiesta netta di un riequilibrio delle risorse pubblicitarie a favore della carta stampata. E non basta. Perché il neo-presidente calabrese, a appena due giorni dalla sforbiciata sul fisso-mobile, punta dritto anche sulle tariffe dei cellulari e della banda larga di Internet con un avviso a tagliare ancora i prezzi dei servizi tutto rivolto agli operatori del settore. Le aziende di tlc ? osserva Calabrò ? sono in piena salute, tanto da essere elemento di traino in un`economia che ristagna. In condizioni di mercato così floride, quindi, è necessario continuare a puntare sulla riduzione dei prezzi, in alcuni casi già tra i più bassi d`Europa, tutelando il consumatore dall`aggressività degli operatori. Anche nel 2004, ha spiegato, il mercato dei servizi di tlc è cresciuto del 6,3%, raggiungendo un valore attorno ai 35 miliardi di euro: tutte le voci sono andate bene. E, soprattutto, la banda larga, ormai a quota 5,6 milioni di linee di accesso. E proprio su Internet l`Autorità sollecita una riduzione delle tariffe. E` vero, riconosce Calabrò, che i prezzi praticati da Telecom per i servizi di rete fissa, il canone e le chiamate locali sono tra i più bassi d`Europa. Il che, tuttavia, «non esclude che permangano o si riproducano margini di extra-profitto» da parte di tutti gli operatori telefonici. Lo spazio per continuare sulla strada del contenimento delle tariffe (tra il 1998 e il 2004 -14%), dunque, si può trovare. Un invito che il numero uno di Telecom Italia ha subito commentato: «Abbiamo già presentato un`offerta che parte ora e che riduce in modo significativo a livello europeo il prezzo della banda larga». «La tutela degli utenti ? ha a sua volta chiosato il presidente della Camera Casini ? passa anche per la realizzazione di un mercato realmente concorrenziale. E` un fronte ancora aperto: nel nostro Paese siamo in presenza di settori liberalizzati in cui soggetti monopolisti detengono quote di mercato impensabili rispetto ad altri Paesi europei». Tornando a tv e dintorni, l`analisi di Calabrò resta impietosa. Il mercato televisivo è ancora troppo concentrato: i due gruppi maggiori rastrellano i tre quarti dei ricavi del sistema (rispettivamente 39,9% e 33,8%) e l`88% degli ascolti nell`intera giornata. In compenso, il digitale rappresenta «una svolta rivoluzionaria, almeno potenzialmente» e l`evoluzione tecnologica sta «aprendo nuovi scenari che costituiscono le premesse per un maggiore pluralismo e per l`apertura del mercato a nuovi soggetti». L`innovazione, però, è più rapida delle norme e così la legge Gasparri, che ha lanciato il digitale, «era «up-to-date» quando venne emanata», ma «oggi la concorrenza tra piattaforme che veicolano l`informazione la fa apparire per alcuni aspetti arretrata. E lo stesso può dirsi per il Codice delle comunicazioni». La riforma tv non è l`unica legge a finire nel mirino di Calabrò: le norme sul conflitto di interessi ? sottolinea ? uniscono alla «generale debolezza sanzionatoria» alla «indeterminatezza di alcune prescrizioni». Altrettanto duro sul riequilibrio delle risorse per la carta stampata. E Boris Biancheri, presidente della Fieg, lo ha ulteriormente sottolineato, ricordando la necessità «di un riassetto organico della disciplina del settore che preveda norme di riequilibrio della raccolta di risorse economiche tra mezzi televisivi e carta stampata». La relazione di Calabrò induce i Consumatori a chiedere al governo un maggiore impegno per ridurre i costi delle tariffe, la dismissione delle posizioni dominanti, lo sviluppo del digitale e la tutela dalle frodi. Non sono richieste da poco, ma i consumatori contano in un reale cambiamento. L`Adusbef ha definito la relazione «un importante passo in avanti nella tutela dei consumatori ma ancora insufficiente su un sostanziale abbattimento delle tariffe», mentre il Codacons ha chiesto l`apertura del mercato agli operatori virtuali e la riduzione tariffaria anche sul mobile-mobile. Toni più accesi quelli usati dall`Aduc che ha criticato il presidente per aver solo individuato «le piaghe» delle telecomunicazioni senza suggerire la cura e ha rinnovato l`invito ad una maggiore trasparenza nel mercato. «Più determinazione nell`affrontare e risolvere i problemi rimasti insoluti dalla precedente Autorità» è stata invece richiesta dall`Adiconsum che ha sollecitato un intervento per impedire che la bolletta telefonica diventi lo strumento per truffe. Ma le distorsioni del mercato segnalate da Calabrò hanno toccato anche punti sensibili. Come quello riguardante le risorse del mondo dell`Editoria. E Giuseppe Giulietti, Ds, invita il responsabile del governo per l`Editoria, Bonaiuti, a riferire al più presto in Parlamento: l`audizione è già fissata per martedì.
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