in Internet spuntano ovunque siti che raccolgono le lamentele degli insoddisfatti
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fonte:
- La Provincia di Sondrio
Una ondata di proteste per il servizio a pagamento di Telecom: dai modem che non funzionano a copertura inesistente. E in Internet spuntano ovunque siti che raccolgono le lamentele degli insoddisfatti – Intanto però i consumatori pagano
«Rosso Alice? No Grazie. Disservizi a tutto spiano». Questa è soltanto una delle tante lamentele on line sui malfunzionamenti di Alice di Telecom Italia. Un servizio «trappola» a quanto pare, in tutti i suoi pacchetti offerti. Nessuno escluso: Alice, Alice Mia, Alice Calcio, Rosso Alice. La sostanza non cambia. I problemi sono sempre gli stessi. Il sito www.artemotore.com/rubriche/articoli/rossoalicenograzie apre dunque così, con un interrogativo ironico e una risposta sufficientemente eloquente. Ma non è il solo. Le proteste si rincorrono in rete. Basta digitare «Alice disservizi» sul motore di ricerca Google per rendersene conto. Sono nati addirittura forum di proteste (www.punto-informatico.it; www.aliceadsl.mastertopforum.com; www.solignani.it; www.newsgroup.cellulari.virgilio.it). Raccontano tutti le stesse odissee: operatori incompetenti, tecnici fantasmi, continui rimandi per l`installazione dell`Adsl. In una sola parola truffe e disservizi di ogni genere. Le vittime ormai non si contano più. In tutta Italia. E nemmeno Como è stata risparmiata. A denunciare «gli infiniti» casi in provincia sono proprio le associazioni dei consumatori. Un conto esatto è quasi impossibile farlo, ma la Adoc, associazione in difesa dei consumatori, parla di almeno una cinquantina di casi in quest`ultimo periodo, di cui 10 giunti addirittura in fase contenzioso. Alla Codacons, il ritornello non cambia. E qui si viaggia su una media di 30 casi al mese nell`ultimo anno e alla Federconsumatori una ventina. C`è chi acquista Alice ma non riesce a godere del servizio per guasti al modem – nel migliore degli inconvenienti – piuttosto che sulla linea centrale. Qualcuno addirittura scopre, ma solo dopo, di non essere nemmeno coperto dalla rete Adsl. Ma intanto paga. L`offerta gratuita in genere riguarda soltanto il primo mese. A partire dal secondo la fatturazione rientra a pieno titolo nella bollettatelefonica. Qualcun altro si vede recapitare a casa il pacchetto Alice senza averlo nemmeno richiesto. Altri ancora continuano a saldare il conto Alice con Telecom anche dopo aver disdetto per lettera e via fax il servizio alla Telecom per continui disservizi. Chi da mesi chiede l`intervento del tecnico per malfunzionamenti è rimasto con un pugno di mosche in mano. Ma nel frattempo continua a perdere ore preziose al 187 o al numero verde, tra mille interni da digitare e operatori sempre diversi costretto a elemosinare quanto gli spetterebbe di diritto: semplicemente assistenza, interventi efficaci, rapidi e risolutivi. «Con Alice ci sta capitando di tutto ? dice Giuseppe Doria della Adoc – Abbiamo perso il conto delle pratiche». «Siamo arrivati a un punto di non ritorno – commenta Mauro Antonelli della Codacons -. Ormai il 30% delle consulenze che facciamo è per problemi di telefonia». «Con Alice si è ripetuto il copione del marketing Telecom – spiega Mara Merlo responsabile della Federconsumatori di Como -. Campagne aggressive di promozione per cui il sì del consumatore è un sì certo e il no diventa un sì. C`è chi si vede arrivare il modem a casa senza neppure averlo richiesto. Poi i disservizi non si contano. Noi inviamo subito una lettera di disconoscimento del contratto o di rimborso dei soldi dovuti. Normalmente si risolve il tutto in fase conciliativa. Il consumatore però deve stare attento e accorgersene subito. E non è facile: il primo mese generalmente è di offerta, per cui non si trova riscontro di fatturazione sulla bolletta telefonica». La prassi consigliata dalle associazioni dei consumatori è di inviare subito, non appena ci si rende conto del disguido, una raccomandata con ricevuta di ritorno al rivenditore del modem e alla sede legale di Telecom in piazza Affari. Dopo 30 giorni l`Authority può intervenire e chiedere all`azienda di adempiere alle richieste entro 15 giorni. Intanto, piovono lamentele anche per altri disservizi legati all`uso del telefono. Un italiano su tre, scopre, spende mediamente 20 euro l`anno per servizi telefonici non richiesti. La denuncia arriva da una nota dell`Unione Nazionali Consumatori, secondo cui i gestori telefonici attivano servizi senza l`autorizzazione del titolare dell`utenza. «L`articolo 57 del Codice del consumo – spiegano i consumatori – consente l`attivazione dei servizi a pagamento soltanto nel caso in cui il consumatore abbia manifestato esplicitamente il proprio consenso». In base a questo articolo, dunque, gli utenti «non sono obbligati a pagare servizi che non sono stati richiesti o a rispondere alle proposte commerciali delle società telefoniche». Per risolvere la questione, si legge nella nota, «l`Unione Nazionale Consumatori ha chiesto all`Autorità per le garanzie delle comunicazioni di mettere questo grave problema all`ordine del giorno dell`audizione con le Associazioni dei consumatori prevista per il prossimo 30 settembre».
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