25 Giugno 2009

In attesa della svolta

 In bilico tra la fine della recessione e un possibile rilancio della crisi nei prossimi mesi. Partendo da questo bivio ieri sera la Fed, la banca centrale statunitense, ha deciso di lasciare i tassi di riferimento americani tra 0 e 0,25%, sottolineando che resteranno eccezionalmente bassi per un lungo periodo. Lo scenario economico cui fa riferimento la Fed vede la contrazione economica in rallentamento mentre i mercati mostrano segnali di ripresa. "Anche se l’attività economica resterà debole per un certo periodo di tempo – si legge nel comunicato del Federal Open Market Committee – il Comitato continuerà ad adottare misure per stabilizzare i mercati finanziari e le istituzioni". Eppure la situazione non è così chiara come si vorrebbe sperare. Basti ricordare che Tremonti, il nostro ministro dell’Economia, ha parlato di una economia in via di uscita dalla recessione ma allo stesso tempo dice che non è possibile fare previsioni. Intanto l’Ocse segnala che a causa della crisi, nei primi tre mesi del 2009 gli investimenti crossborder sono crollati tra i trenta paesi membri del 50% rispetto al trimestre precedente.  E se si guarda ai consumi delle famiglie italiane, Confcommercio ha avuto modo di dire ieri che si contrarranno quest’anno dell’1,5%, anche se l’associazione dei consumatori Codacons ha una visione molto più pessimistica.  "La riduzione reale dei consumi a fine anno sarà almeno il triplo rispetto a quella prevista dai commercianti – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi – e toccherà tutti i settori, compreso quello alimentare che finora aveva resistito all’impoverimento dei cittadini. Per far riprendere gli acquisti delle famiglie servono interventi urgenti come la liberalizzazione dei saldi, ed una graduale riduzione generalizzata dei listini di almeno il 20% in tutti i settori". Proprio sul fronte delle vendite al dettaglio in Italia, Istat a sua volta avverte: viene registrato un calo dello 0,6% rispetto ad aprile 2008 e dello 0,4% su marzo 2009. Il calo annuale è la sintesi di una crescita del 2,1% delle vendite di prodotti alimentari e di un calo del 2% di quelle dei non alimentari.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this