16 Aprile 2013

Imu, categorie in rivolta Negozi: «Incontro subito»

Imu, categorie in rivolta Negozi: «Incontro subito»

Erba Luca Meneghel I consumatori chiedono di abolire la tassa sulle prime case, o quanto meno di diversificare le aliquote in base al tipo di immobile. I commercianti invitano a tutelare i negozi, in un periodo drammatico. A pochi giorni dalla discussione delle nuove aliquote Imu da parte del consiglio comunale, che sarà chiamato ad approvarle venerdì sera, a Erba il coro è unanime: «Non alzate le tasse». «Imposta iniqua» «Per quanto ci riguarda – attacca Mauro Antonelli del Codacons – l’ Imu sulla prima casa non dovrebbe esistere. Meglio tassare le seconde abitazioni, concentrandosi su coloro che possiedono dalle tre case in su». A Erba la giunta ha deliberato l’ innalzamento delle aliquote dallo 0,4 allo 0,43 per cento sulle prime case e dallo 0,76 allo 0,87 per cento su seconde case altri fabbricati (negozi compresi); per le attività produttive, invece, l’ aliquota cresce dallo 0,76 allo 0,82 per cento. «Mi rendo conto – continua Antonelli – che per i Comuni il periodo è difficile. Se proprio non possono togliere l’ Imu dalle prime case, la mia proposta è quella di diversificare le tariffe». Come ha fatto Milano, dove l’ aliquota sulla prima casa dipende dalla categoria dell’ immobile: «Chi ha una villa come prima casa – osserva Antonelli – può pagare più di chi abita in un piccolo appartamento». Ma per Franco Brusadelli, assessore alle finanze, l’ idea è di difficile applicazione. «Ci abbiamo pensato – dice – ma in una città di 17mila abitanti è difficile. Non ci sono tutte queste differenziazioni, le ville sono poche e spesso sono già seconde case. Quanto all’ Imu sulla prima casa, l’ aumento è di soli 0,03 punti percentuali: un aumento doloroso ma sostenibile». A passarsela male, ricorda il segretario erbese di Confcommercio Carlo Tafuni, sono poi i negozianti. «Giustamente – ricorda – gli artigiani lamentano la crescita della tassazione. Ma vi assicuro che anche i commercianti sono in difficoltà». E se l’ incremento sulle attività produttive si è fermato allo 0,82 per cento, l’ aliquota per i negozi passa dallo 0,76 allo 0,87 per cento (per una crescita pari al 14,5 per cento). «Viviamo un momento difficile, marzo è stato un mese nero a causa del maltempo. Ormai c’ è chi sta pensando di chiudere i battenti». L’ aumento della tassazione, per Tafuni, non ci vuole proprio: «Anche noi chiediamo di rivedere al ribasso le aliquote». Michele Riva, presidente erbese di Confcommercio, chiederà un incontro all’ amministrazione: «Siamo consapevoli delle difficoltà, tra tagli e patto di stabilità, ma vorremmo sederci a un tavolo per parlare anche dei nostri problemi». Commercianti preoccupati Angelo Cairoli, assessore al commercio, apre alla categoria. «Incontreremo volentieri i commercianti. L’ apertura è massima e in autunno faremo il possibile per rivedere le aliquote al ribasso: molto dipenderà anche dalle decisioni del nuovo governo in materia di tassazione locale».

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