Iliad, dopo la denuncia di Tim anche i consumatori all’ attacco
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fonte:
- Il Messaggero
LA DIFFIDA MILANO Dopo l’ esposto che Tim-Telecom ha inviato alle autorità di vigilanza contro Iliad per la sua attività non rispettosa delle norme del nostro paese, ieri sono scesi in campo anche i consumatori. Il Codacons ha infatti inviato una diffida alla nuova compagnia telefonica francese «che sta prendendo piede in Italia attraverso offerte commerciali molto aggressive ma che nasconderebbero profili di dubbia correttezza verso gli utenti» sulla recente offerta da «5,99 al mese per sempre». Il comunicato dell’ associazione dei consumatori appare piuttosto circostanziato nelle sue accuse. «Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da parte degli utenti – scrive il Codacons – abbiamo inviato una formale diffida all’ operatore chiedendo di modificare entro 15 giorni le condizioni imposte ai clienti ed eventuali profili di illegittimità delle pratiche commerciali poste in essere, pena una inevitabile causa in tribunale». Prosegue la nota: «Si rileva la presunta ingannevolezza del messaggio pubblicitario dell’ operatore laddove afferma 5,99 al mese per sempre, claim che appare ormai ovunque grazie alla campagna pubblicitaria pervasiva del gestore. Nelle condizioni generali di contratto pubblicate sul sito – scrive il Codacons – tuttavia il gestore si riserva la possibilità di modificare le condizioni contrattuali, ciò di conseguenza significa che l’ offerta potrebbe non essere valida per sempre». Secondo Codacons, «Iliad applicherebbe la tariffa base dopo che sono stati esauriti i giga in offerta, pari a 0,90 centesimi a megabyte senza alterare la velocità di connessione. Tale condotta violerebbe tra l’ altro il diritto ad un’ adeguata informazione del cliente, il quale rischia di non avere contezza del momento in cui esaurisce i giga in offerta, continuando a navigare senza essere consapevole dell’ applicazione della tariffa semplice». Nell’ istanza messa a punto da Tim si chiede al Dipartimento di Sicurezza del ministero dell’ Interno, alla Polizia Postale, alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e alla Direzione generale per i servizi di comunicazione del ministero dello Sviluppo, se il meccanismo di attivazione, sia online che fisico, delle sim card di Iliad non violi le norme della legge Pisanu contro il terrorismo. Il punto è che le norme in vigore in Italia prevedono un «riconoscimento diretto» di chi compra e attiva una sim card per il traffico telefonico: il sospetto è che Iliad abbia violato la norma. L. Ram.
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