Il sindaco Limardo si faccia vivo
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
L’asilo nido comunale continua ad essere al centro della discussione politica a Palazzo Luigi Razza. Si è discusso proprio di questo, delle politiche sociali in generale, nella riunione della IV Commissione. Fino alla fine del mese sarà la cooperativa Vibo Salus a proseguire nel servizio, mentre da marzo a prendere possesso della struttura sarà la Santa Chiara. «Sono dieci giorni che continuiamo a fare le stesse richieste ed il sindaco continua a non venire in commissione. Continuiamo a chiedere notizie sul bando dell’asilo nido che allo stato è scomparso. – ha detto Stefano Soriano del Partito democratico – Ci sono molte famiglie che sono in agitazione perché vorrebbero capire quali saranno le sorti della struttura. Faremo una istanza di accesso agli atti per comprendere meglio, anche perché sembrerebbe esserci una proroga ma non si capisce il bando che fine abbia fatto». Perciò, secondo il consigliere democrat, «il sindaco deve conferire in commissione con urgenza, dopodiché è il ca- di cedere la delega alle Politiche sociali». cosa servono nove assessori, allora? Il primo cittadino ha in capo 25 deleghe. Che venga anche la dirigente Teti a chiarire la situazione dell’asilo nido. Dopo cinque volte che lo chiediamo meritiamo una risposta», ha concluso. Sulla stessa lunghezza d’onda persino il presidente facente funzioni, Antonio Curello di Fratelli d’Italia «È giusto delegare, altrimenti resteremo fermi. Quando il sindaco rientrerà da Roma andrò a riferire come presidente della IV Commissione, in quanto sono molteplici le richieste avanzate dalla minoranza. farò promotore delle richiesta», ha asserito. La consigliera Elisa Fatelli di “Per Vibo, con Vibo”, ha voluto riferire delle criticità. «In merito all’asilo nido, il bando se lo è aggiudicato una nuova ditta che entrerà in servizio dal primo marzo. Le preoccupazioni dei genitori, inoltre, riguardano la continuità del servizio fino alla fine dell’anno scolastico», ha aggiunto in estrema sintesi. Marco Miceli, capogruppo di “Vibo Democratica”, ha rincarato la dose tirando in ballo altre problematiche. «Il Comune attraverso le politiche sociali non ha mai dato un aiuto concreto, un supporto, a chi è in isolamento per Covid- La carenza di personale non può essere giustificata, perché sono stati assunti diversi assistenti sociali impiegati negli uffici. – ha dichiarato – Con riferimento all’ordinanza della chiusura delle scuole, pretendiamo di sapere quali sono i parametri che indotto il sindaco a procedere in tal senso, nonostante siano stati previsti tamponi per la popolazione scolastica». Per quanto riguarda l’asilo nido comunale, «non c’è nessun atto pubblico che consenta di riscontrare la conclusione dell’avviso e la vincita di una ditta». Insieme al resto della minoranza «abbiamo segnalato da tempo l’inopportunità di cambiare la ditta, perché creava un problema sociale per i bambini». Per questo motivo, ha affermato, «molte famiglie vogliono rivolgersi al Codacons». Il sindaco «non può mantenere ancora le po- sociali, prova ne è la risposta evanescente all’interrogazione sulla short list presentata lunedì insieme alla consigliera Scrugli». Atteggiamento critico anche da parte della consigliera Katia Franzè di Forza Italia. «Le problematiche riguardano l’emergenza Covid, con le informazioni che devono necessariamente essere trasmesse dall’ufficio di presidenza all’ufficio dei servizi sociali. Tutte le assistenti dovrebbero coordinarsi per offrire un sostegno non solo per fornire la consegna di beni di prima necessità, ma anche per che per un supporto psicologico», ha detto. Infine ha fatto un plauso al dipartimento di prevenzione dell’Asp «dove il personale in servizio è professionale ed offre un supporto prezioso all’utenza La stessa ha poi richiesto formalmente «l’oscuramento dei dati Covid pubblicati sull’albo pretorio: dati sensibili che riguardano anche i minori».
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