23 Gennaio 2007

Il ritorno dei telefoni di Stato con i cellulari di Finmeccanica

Al via Elsacom, il nuovo operatore che utilizzerà la rete dei videofonini Tre
Il ritorno dei telefoni di Stato con i cellulari di Finmeccanica

ROMA – Per chiamare casa, l`ufficio o un amico, potremo usare a breve i cellulari di un nuovo operatore. Si chiama Elsacom ed è una società del gruppo Finmeccanica. In queste ore, i tecnici e i dirigenti di Elsacom sono seduti al tavolo con i tecnici e i dirigenti di Tre, società dei videofonini. Obiettivo di Elsacom è “noleggiare“ la rete di Tre, su cui viaggerebbero anche le telefonate dei suoi clienti. Se la trattativa andrà a buon fine, come sembra, e se la casa madre Finmeccanica darà il suo benestare, Elsacom potrà diventare il primo “operatore virtuale“ d`Italia. Potrà offrire il servizio di telefonia mobile, cioè, pur senza avere una rete completa di ripetitori; ma noleggiando i ripetitori altrui a prezzi convenienti. Il suo possibile arrivo sul mercato ha anche significati politici: Elsacom è proprietà di Finmeccanica, a sua volta proprietà dello Stato al 32%. Oltre a quello della politica, un altro palazzo segue gli sviluppi della trattativa tra Elsacom e Tre. E` l`Antitrust, garante della corretta competizione tra le imprese. Da due anni, l`Antitrust indaga sui comportamenti dei tre colossi Tim, Wind e Vodafone. Queste società sono sospettate di aver rifiutato a Elsacom quello che Tre oggi è disposta a concedere. E cioè il noleggio – a prezzi equi e convenienti – di una rete completa di antenne, su cui far viaggiare le chiamate dei propri clienti. Il massimo che Tim, Wind e Vodafone vogliono concedere ad Elsacom è il noleggio a prezzi che l`Antitrust sospetta essere esorbitanti. Negli atti della sua indagine, l`Antitrust ricorda che Elsacom è già attiva nella telefonia mobile, visto che offre a manager e giornalisti degli speciali cellulari. Sono i satellitari “Globalstar“, che funzionano da un capo all`altro del mondo. Non solo. Scrive l`Antitrust che Elsacom ha in cassaforte decine di migliaia di numeri che iniziano con il “3“. Pronti per essere venduti ai suoi nuovi clienti. “Elsacom“, scrive sempre l`Antitrust, “dispone infine delle conoscenze tecniche per svolgere da subito l`attività di “operatore virtuale“. In altre parole può offrire da subito servizi di telefonia mobile in concorrenza con i tre gestori storici“. Che forse fanno resistenza. Come finirà l`istruttoria, l`indagine dell`Antirust? Per Tim, Wind e Vodafone tira una brutta aria. Al punto che una delle tre società, Vodafone, ha proposto una specie di “patteggiamento“. Come legge consente, Vodafone è disponibile a prendere una serie di impegni di fronte all`Antitrust, in modo da evitare la sanzione. L`Antitrust sta ora valutando se questi impegni siano sufficienti a garantire una piena concorrenza, e a restituire ad Elsacom quello che è di Elsacom. Peraltro Elsacom non è l`unica società ad aver denunciato i comportamenti di Tim, Wind e Vodafone. Tra i denuncianti c`è anche Tele 2, oltre all`associazione Codacons. Particolare, in questa partita, è il ruolo di Tre. Mentre Tim, Wind e Vodafone hanno chiuso la porta a Elsacom e alla stessa Tele2, ora Tre è contenta di aprire la propria rete di impianti. I motivi sono chiari. Tre è più piccola di Tim o Vodafone: quindi non ha rendite di posizione da proteggere. Inoltre considera conveniente il noleggio della propria rete anche a più operatori. Un portavoce di Tre conferma: “Nomi non ne posso fare, ma abbiamo la coda al nostro portone di società telefoniche di varia estrazione“. E un primo accordo è già stato firmato con l`operatore filippino (Pldt) che a breve offrirà i suoi servizi e i suoi cellulari ai soli filippini residenti in Italia (oltre 110 mila a metà 2006).

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