9 Agosto 2019

Il Patto per l’ autonomia chiede controlli sul 5G: va tutelata la salute

UDINE. «Prima di procedere con la sperimentazione e l’ attivazione delle reti di quinta generazione della telefonia mobile in Friuli-Venezia Giulia, la Giunta regionale ha previsto un’ azione di verifica e di monitoraggio delle stesse? E ancora, si è posta la massima attenzione all’ ubicazione degli impianti?». Lo chiede il Gruppo Consiliare del Patto per l’ autonomia in un’ interrogazione di prossima presentazione, alla luce dell’ avvio in Italia delle prime reti 5G, che utilizzano frequenze di trasmissione completamente differenti rispetto alle tecnologie attuali e i cui effetti sulla salute non sono ancora stati accertati, «al punto che Codacons e diverse amministrazioni comunali in Italia – riferisce il Gruppo – vorrebbero stoppare la sperimentazione in attesa di dati scientifici certi che escludano l’ assenza di rischi sul fronte sanitario per i cittadini» . «Poiché l’ amministrazione regionale non ha ancora sancito quale sarà la propria linea politica su un tema così importante – proseguono i consiglieri -, ma di certo sette Comuni della regione (Ragogna, Pontebba, Bordano, Resiutta, Lauco, Comeglians e Tramonti di Sopra) saranno interessati entro la fine dell’ anno dall’ installazione dei primi ripetitori (la cui valutazione preventiva spetta all’ Agenzia per la protezione dell’ ambiente), il gruppo consiliare del Patto per l’ autonomia sollecita una risposta dell’ esecutivo regionale anche sull’ azione di controllo e di definizione puntuale del dimensionamento e posizionamento degli impianti di rete sul territorio, passaggio fondamentale per tutelare tutti gli interessi in gioco, dal punto di vista sanitario, ambientale e infrastrutturale. «Nessuna crociata contro il 5G, dunque – concludono -, ma la legittima richiesta di acquisire informazioni corrette e aggiornate sugli effetti delle reti di nuova generazione che garantiranno, sì, maggiore velocità di connessione e trasmissione dati, ma sul cui impatto sulla salute non si sa ancora abbastanza».Intanto l’ Uncem, l’ associazione dei comuni delle aree montane, plaude alle notizie dell’ Istituto superiore di sanità circa la correlazione tra radiofrequenze e tumori, che non c’ è. Un parere che consentirà di proseguire con la realizzazione della rete 5G che interesserà anche i piccoli comuni montani, oggi penalizzati proprio nelle comunicazioni. E se è vero – sostiene Uncem – che le emittenti aumenteranno «avranno potenze medie inferiori a quelle degli impianti attuali». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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