15 Febbraio 2011

Il pasticcio Televoto un´incognita sul festival

Il pasticcio Televoto un´incognita sul festival
 

Il pasticciaccio resta il televoto. Ha voglia il direttore artistico Gianmarco Mazzi a ribadire che di anno in anno si cerca di modificare le modalità di votazione per agevolare i prodotti di qualità. Che quest´anno il voto popolare e quello dell´orchestra contano «davvero» per il 50 per cento. Che «è prevista anche la golden share dei giornalisti accreditati che permette di scalare tre posizioni». «Ci saranno gli osservatori del pubblico a controllare, come richiesto da Agcom e Antitrust», assicura Mazzi. «E difatti nelle serate di venerdì e sabato in apertura del televoto, Gianni Morandi (che rivolto ai 59 professori d´orchestra che esprimeranno la loro preferenza segretamente ha detto: «Votate come se foste dei pubblici ufficiali») leggerà un comunicato per mettere in guardia sul rischio che si corre alterando il voto con strumenti tecnologici. Potrebbe portare alla squalifica del cantante in oggetto», minaccia Mauro Mazza, direttore di RaiUno. Ma davvero la Rai ha tecnologie in grado di sventare, nel tempo che intercorre tra la votazione e la proclamazione dei finalisti o del vincitore, azioni fraudolente? Il Codacons dichiara «del tutto insufficienti» le misure messe in campo e chiede un intervento urgente dell´Antitrust, affinché blocchi il televoto al Festival. Massimiliano Dona, segretario generale dell´Unione Nazionale Consumatori (UNC), lamenta l´assenza di qualsiasi iniziativa da parte della Rai in attuazione del regolamento recentemente approvato dall´Agcom: «Nessuno ha preso contatti con noi né ci è stata fornita alcuna indicazione sul concreto svolgimento delle operazioni alle quali dovremmo presenziare».

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