3 Marzo 2005

Il ministro « frena » l`Antitrust

Il ministro « frena » l`Antitrust

Cheli: solo l`Autorità tlc può rivedere lo stop alle società di telefonia mobile sprovviste di un network

MILANO
? Gasparri alza un muro contro la nascita di operatori virtuali nella telefonia mobile. L`istruttoria dell`Antitrust per abuso di posizione dominante di Tim, Vodafone e Wind ( si veda « Il Sole 24 Ore » di ieri) ha riaperto improvvisamente i giochi in un settore a lungo considerato ampiamente concorrenziale, ma la replica del ministro delle Comunicazioni gela le speranze di chi aspira a entrare nel mercato.
Tele2 e un gruppo di piccoli gestori hanno denunciato intese collusive tra i big dei cellulari e per aumentare la concorrenza chiedono di poter operare come puri rivenditori di traffico, senza frequenze né infrastrutture: « Non ci sono possibilità che possano entrare in scena operatori virtuali in maniera diversa e anticipata rispetto a quelle che sono le scadenze previste ( il 2011, ndr) ? ha detto ieri Maurizio Gasparri ?. L`indagine dell`Antitrust mi sembra un`iniziativa rispettabile e priva di conseguenze pratiche » .
Gli operatori sotto accusa non si sbilanciano con dichiarazioni ufficiali ma di fatto si affidano alla presa di posizione di Gasparri, che ha sempre sposato la tutela degli onerosi investimenti effettuati per l`Umts, circa 13 miliardi solo per le licenze. Anche Enzo Cheli, presidente dell` Autorità per le comunicazioni, sceglie la massima cautela e si limita a ribadire le proprie competenze sullo stop agli operatori mobili virtuali: « « La nostra delibera del 2000 è una norma imperativa, resta valida: se non interviene nuovamente l`Autorità per le comunicazioni non si tocca » . La delibera citata da Cheli non prevede per almeno otto anni dal lancio dell`Umts l`introduzione di operatori senza network che abbiano una propria numerazione, ma in realtà prevede e incoraggia accordi commerciali tra gli attuali gestori e società che si limitino a rivenderne le sim card. Al di là degli aspetti regolamentari, comunque, la denuncia di Tele2, ReteItaly, Startel, Trans World Communications e del Codacons mette in discussione la reale concorrenza del mercato.
Nel 2002, sollecitando l`introduzione della portabilità dei numeri cellulari, il presidente dell`Antitrust Giuseppe Tesauro definiva insoddisfacente la competizione nel settore mentre nell`ultima relazione annuale, in un confronto con la telefonia fissa, ne dava un giudizio sostanzialmente positivo. Dal canto suo la stessa Authority per le comunicazioni, in un recente provvedimento, ha ravvisato condizioni critiche nel mercato della terminazione mobile ( i ricavi dei gestori per ogni telefonata che termina sulle loro reti) e ha preannunciato interventi correttivi. Tra questi l`introduzione di un`offerta di riferimento da parte di Tim, Vodafone e Wind: i tre gestori dovranno pubblicare un listino all`ingrosso con il prezzo di terminazione.
L`ipotesi è contenuta in una consultazione pubblica, la cui conclusione ricadrà tra i compiti del prossimo presidente dell`Autorità per le tlc. A questo proposito Gasparri ha confermato l`eventualità di una proroga di 60 giorni per il mandato dell`attuale consiglio, in scadenza il 10 marzo.

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