25 Novembre 2005

Il magistrato: gravissimo se l?accordo Nestlè-Storace fosse vero

Anche Milupa nella bufera

Il magistrato: gravissimo se l?accordo Nestlè-Storace fosse vero

L?Istituto superiore della Sanità: «Trascurabile il rischio derivato dalla presenza dell?Itx»

Roma. «Affermazioni rilevantissime», sulle quali la Procura di Ascoli Piceno non ha intenzione di sorvolare. Le dichiarazioni-bomba del presidente e direttore generale della Nestlè Peter Brabeck diventano un caso. La notizia di un presunto accordo, a luglio scorso, con l?Unione europea e con il ministero della Salute italiano Francesco Storace per smaltire fino ad esaurimento i lotti di latte per l?infanzia contaminati da Itx «non passano come acqua fresca», dicono gli inquirenti.
Mentre il ministro Francesco Storace prende le distanze, spiega che non ha nessuna intenzione di dimettersi e ribadisce la falsità di quelle affermazioni, l?inchiesta del procuratore ascolano Franco Ponticelli potrebbe quindi centrarsi anche su questo punto, oltre che sull?ipotesi di reato strettamente legata alle violazioni della legge 283 sulla genuinità degli alimenti e su quella riferita a eventuali ritardi nelle informative alla magistratura.

«I fatti li accerterà tribunale e la Nestlè dovrà rispondere di fronte a una magistrato», ripete intanto Storace che ha dato disposizione all?ufficio legale del ministero di procedere con la querela contro la Nestlè. Il ministro sottolinea che «l?accordo sarebbe stato raggiunto a luglio, ma la vicenda è scoppiata a settembre. Quella della Nestlè – spiega – sarebbe stata quindi un?autodenuncia».

«Ma quando si fanno affermazioni del genere – prosegue Storace – bisogna dire anche dove e quando è stato firmato questo accordo. La vicenda – aggiunge – è esplosa in Europa perchè proprio il ministero aveva raccolto la segnalazione della Regione Marche lanciando l?allerta alla Commissione europea».
Intanto arrivano le prime valutazioni degli esperti dell?Istituto superiore di sanità: «Il rischio di effetti genotossici, in seguito a ingestione di ITX, è assente o trascurabile». In pratica la sostanza non determinerebbe alterazioni genetiche. almeno nel breve periodo. Ma sui rischi a medio e lungo termine non si sa ancora nulla.

Pericolo scampato? Almeno in parte anche se, ha sottolineato il responsabile del centro antiveleni dell?università Cattolica Alessandro Barelli, «non sono tuttavia ancora noti ulteriori dati sulla tossicità della sostanza» e non risultano disponibili altre informazioni su eventuali altri effetti.
Insomma, resta lo stato di allerta anche se gli esperti invitano alla calma. Ed un?esortazione in tal senso è arrivata anche dal direttore responsabile per la Sicurezza alimentare della Commissione europea, Paola Testori, la quale ha assicurato che, secondo l?opinione dell?autorità alimentare di Parma, «non c?è, per ora indicazione di rischio». Posizione confermata anche dai pediatri italiani, che hanno comunque invitato le famiglie ad optare per i prodotti di latte in polvere, non interessati dalla contaminazione dovuta al metodo di confezionamento in tetrapack del prodotto.

Ed infatti sarebbe in arrivo il sequestro, sul territorio nazionale, del latte per l?infanzia di un?altra azienda, la Milupa. I riscontri effettuati dall?Arpam di Ascoli Piceno sui campioni di latte liquido prodotti dalla ditta confermerebbero infatti la presenza dell?Itx, la sostanza utilizzata per stampare le etichette sul tetrapack che contiene il prodotto. La concentrazione di Itx nei prodotti Milupa è risultata simile a quella riscontrata nel latte della Nestlè. In particolare i lotti contaminati sarebbero quelli di Aptamil 2 da 500 ml con scadenza dicembre 2005. Ed inoltre Aptamil Soia e Babymil.

Anche la nuova «imputata» però minimizza, parla di tracce «trascurabili» e ribadisce «la propria fondata convinzione che non sussita alcun reale rischio per la salute dei bambini», sottolineando che in ogni caso «dal mese di ottobre, ha introdotto un nuovo packaging che utilizza una diversa tecnologia di stampa esente da Itx».
Intesaconsumatori (formata da Aduc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori) ha presentato una richiesta di maxi-risarcimento danni alla Nestlè per 100 milioni di euro «motivata, indipendentemente dalla tossicità o meno della sostanza rinvenuta nel latte, dal grave stato di disagio e panico in cui sono stati gettati i genitori che hanno alimentato i propri figli con il latte sequestrato».

Al «1500» il call center del ministro di informazioni sulle emergenze sanitarie sono arrivate solo ieri ben 900 telefonate.

Oggi il call center del ministero sarà rafforzato per permettere a tutti di avere una risposta. Ieri, infatti, a causa dell?altissimo numero di richieste, alcune persone sono rimaste in coda.

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