28 Agosto 2002

Il Comune stoppa il caro-euro

Olbia.
Vertice in municipio dopo le numerose segnalazioni dei cittadini dissanguati dai nuovi prezzi

Il Comune stoppa il caro-euro

L?amministrazione prepara un piano contro i rincari

Olbia I rincari, in alcuni casi, sono stati persino del duecento per cento. E mentre l?euro a peso d?oro strozza sempre di più la spesa delle massaie olbiesi, viste le centinaia di segnalazioni arrivate in Comune, l?amministrazione si è decisa a preparare la controffensiva. L?Operazione Calmiere è stata annunciata, ieri mattina, dal presidente della commissione Commercio Vanni Sanna e dall?assessore Gian Piero Palitta. «Bisogna intervenire subito – ha detto Sanna – ancora qualche mese e gli olbiesi non potranno uscire più di casa».
Prima, una semplice pizza Margherita costava 7 mila lire, una spina media 5 mila e il coperto 2 mila, totale 14 mila. Adesso, un po? l?italico senso pratico, un po? (anche di più) l?italica furbizia, e grazie al trionfale ingresso nell?Europa economica, con tanto di moneta nuova, la stessa pizza costa 7 euro, la birra 4 e il coperto 2, totale 13. Traducendo il tutto in lire, si superano di poco le 25 mila, ossia quasi il doppio rispetto a qualche mese fa. Ma la pizza, qualcuno potrebbe obiettare, è un bene cosiddetto voluttuario, non di prima necessità. È verissimo, com?è altrettanto vero che gli aumenti indiscriminati, adottati dai commercianti in diversi settori merceologici, hanno di fatto ridotto il potere d?acquisto degli stipendi. Ci sono molte famiglie che a metà mese si ritrovano con il portafogli vuoto e con la necessità di fare la spesa. Chi se la passava dignitosamente sino a qualche settimana fa, ora vive molto vicino alla soglia dell?indigenza. Un dramma legato certo all?andamento di una particolare situazione ma, soprattutto, all?avidità di chi sa bene di poter fare ciò che vuole nel libero e sacro mercato. In Comune, all?ennesima lamentela, hanno pensato di avviare una prima indagine conoscitiva sugli aumenti scriteriati dei prezzi al consumo. Gli Amministratori non hanno scoperto nulla di nuovo, però hanno trovato la conferma a quanto già si ipotizzava. I grossisti, lo hanno dimostrato attraverso la documentazione fiscale, hanno mantenuto pressoché invariato il loro listino prezzi del 2001. Ad arrotondare, naturalmente per eccesso, anche del 200 per cento, sono stati i dettaglianti di loro iniziativa. Approfittando del fatto che per qualche mese, massaie e vecchietti in particolare, non si sarebbero resi conto dello stravolgimento delle abitudini e dei nuovi calcoli. Attualmente, secondo i due esponenti politici, nessuno si è accorto di nulla solo perché d?estate si fa meno caso alla spesa. E intanto, per evitare di perdere tempo, è stata convocata una riunione per il 3 settembre. Un incontro aperto a maggioranza e minoranza e allargato a Confcommercio, Confesercenti e Codacons. Sarà l?occasione per fare il punto della situazione prima di passare alla fase operativa. Vigili urbani, guardia di finanza, carabinieri e polizia riceveranno il dossier elaborato dal Comune. «Il mercato dei prezzi è libero Ñ premette Sanna Ñ ma l?esagerazione non è consentita». C?è chi spera nella delazione, pericolosissima arma contro il commerciante antipatico, efficace in questi frangenti dove stare zitti significa accettare le ruberie scientifiche che i soliti disonesti compiono ai danni di un prossimo troppo remissivo.

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