23 Febbraio 2008

Il Codacons: salasso da mille euro a famiglia

Palermo IL BORSINO IL CIBO Allarme dei consumatori: menù ritoccati del 5 per cento. Il Codacons: salasso da mille euro a famiglia

L`ULTIMA volta che sono andato a cena fuori con mia moglie? Per il nostro anniversario di nozze, due anni fa. Da allora, non andiamo più neanche in pizzeria e quando ci riuniamo con gli amici, ordiniamo le pizze, oppure ognuno cucina qualcosa“. A parlare è Placido Valenti, 57 anni, impiegato in pensione, due figli sposati e uno 35 anni, che vive ancora in famiglia. “Anche mia moglie è pensionata, in due percepiamo con tutte le trattenute di legge 2.800 euro netti – racconta – viviamo in affitto in via degli Abruzzi e paghiamo 950 euro al mese. Ci viviamo da 12 anni, senza riscaldamento autonomo e il proprietario ci aveva addirittura prospettato un aumento fino a 1.200 euro. Ci siamo ribellati ma se arriviamo a tanto, saremo costretti a cambiare casa“. Per la moglie Adriana, “fare la spesa indice sempre di più sul bilancio familiare, se pensiamo che un anno fa un panino costava 25 centesimi e ora invece ne costa 35 e allora si rinuncia alle cene fuori, la pizza da asporto ormai costa almeno 5 euro. Se invece ci si siede a mangiare, e si ordina un piatto di patatine e una birra, si arriva a pagare anche 15 euro a testa“. Alice, 30 anni e Beppe, 33 anni, sono una giovane coppia e hanno un bambino di 4 anni. “Siamo tutti e due impiegati in aziende private e in due arriviamo a guadagnare sui 1.800 euro – raccontano – il mutuo sulla casa ci costa 830 euro, se aggiungiamo le spese per il nido e per vestirci e mangiare, dobbiamo rinunciare alle cene fuori. Per mangiare in una trattoria, una cena con antipasto e un primo o un secondo, costa in media 25 euro a testa, se vogliamo mangiare pesce, il conto sale a 35-40 euro a persona“. Ma perché a gennaio 2008 i prezzi della ristorazione a Palermo sono aumentati del 4,5 per cento? E i listini di ristoranti e pizzerie, sempre secondo l`Istat, crescono del 5,4 per cento? “Si tratta di una vera e propria speculazione – sostiene Luigi Ciotta, presidente regionale dell`associazione dei consumatori Adoc – diminuiscono i clienti e per incrementare gli incassi, i ristoratori ritoccano i listini“. Le associazioni dei consumatori prima delle festività natalizie sono state convocate dall`assessore alle Attività produttive Felice Bruscia per discutere di alcune iniziative contro il carovita. “Dovevamo discutere anche di un`iniziativa sulla ristorazione per rendere più accessibile a tutti anche il prezzo di una cena in pizzeria – continua Ciotta – ma da allora non siamo stati più convocati. Il Comune di Palermo pensa soltanto a fare cassa con le zone a traffico limitato“. Anche per Benedetto Romano, presidente regionale di Adiconsum “i prezzi sono aumentati senza nessuna logica, a causa di speculazioni a danno dei consumatori e gli aumenti registrati dall`Istat sono poco attendibili. Il “caro-pizza“ a gennaio è stato almeno del 15 per cento“. Contro il carovita, il presidente regionale della Federconsumatori Lillo Vizzini rilancia e propone anche a Palermo la campagna realizzata dalla Regione Marche con la collaborazione di Confcommercio, Confesercenti, la grande distribuzione e le associazioni dei consumatori: un accordo siglato alla presenza di Mister Prezzi, il Garante per la sorveglianza dei prezzi, che prevede dal primo marzo al 31 agosto, il blocco dei prezzi su 75 categorie di prodotti di largo consumo nella grande distribuzione, 50 nelle medie catene di vendita e 25 nei piccoli esercizi. “In attesa di un governo, sia nazionale che regionale, pienamente operativo – dice Vizzini – potremmo adottare l`iniziativa della regione Marche. è assolutamente necessario far recuperare potere di acquisto alle famiglie e tutelare le fasce a basso reddito, costrette al credito al consumo per la spesa. Gli aumenti nella ristorazione? Sono la conseguenza a catena degli aumenti dei prodotti alimentari“.

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