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23 Gennaio 2002

Il Codacons: chiederemo allo Stato un milione di euro per risarcimento

Una task force insegue
gli speculatori del gelo Accordo tra il governo e gli operatori ortofrutticoli, si vigilerà sulla trasparenza dei rincari L´associazione dei consumatori: chiederemo allo Stato un milione di euro per risarcimento

Controlli a 360 gradi contro il caro verdure. Una task force è stata incaricata di segnalare anomalie nei prezzi degli ortaggi e della frutta. Il patto siglato ieri tra governo e operatori del settore ortofrutticolo non prevede nuovi fondi per ripianare i danni provocati dalla siccità e dalle gelate ma istituisce un unico osservatorio dei ministeri delle Politiche Agricole e delle Attività Produttive, collegato in rete con le camere di Commercio. Tre gli obiettivi immediati dell´iniziativa anti-rincari: vigilare sulle modalità di formazione dei prezzi, dare maggiore trasparenza al mercato e coordinare la sorveglianza degli organi preposti al controllo degli aumenti. Nel vertice convocato dal ministro Alemanno sono stati definiti, inoltre, i provvedimenti sulla tracciabilità degli ortaggi e la revisione della normativa in materia di etichettatura. Ma attorno ai rincari-record si moltiplicano le polemiche e le accuse. Per l´associazione di consumatori Adiconsum, il patto tra gli operatori promosso dal governo è inefficace, mentre «bisogna colpire fiscalmente la speculazione» e aprire i mercati ai produttori poiché il numero chiuso crea speculazioni e rendite. «Chi specula sui prezzi di frutta e verdura- accusa l´Adiconsum- è l´intermediazione che, senza giustificazione, ricarica in modo rilevante il costo pagato all´agricoltore, pur non avendo alcun rischio per la carenza di domanda dei prodotti. Va migliorata la concorrenza nei mercati di sbocco e stabilita una norma in base alla quale i guadagni conseguenti alla speculazione siano tassati fiscalmente al 90%». Ma i grossisti non accettano di finire sul banco degli imputati. «Non è colpa nostra, possiamo provarlo- afferma il presidente della Federazione nazionale della categoria, Ottavio Guala- non ci sono colpe, c´è stata la siccità, il gelo, una forte riduzione della quantità di alcuni prodotti. Sulla questione c´è stato eccessivo rumore; siamo disposti a collaborare come dimostra il patto siglato per un unico osservatorio dei prezzi». Secondo il Codacons, invece,il gelo, «presunto colpevole del caro ortaggi», ha portato dal nord al sud, rincari tra loro differenti del 300%. Dai dati dell´ultimo monitoraggio nei capoluoghi d´Italia emerge, infatti, come una famiglia che non intenda rinunciare, anche in pieno inverno, ad un´insalata di pomodori (raccolti e conservati prima delle gelate) sia costretta ad acquistarli a Catania al prezzo di 1,03 euro al Kg, mentre a Genova a 4,13 euro il chilogrammo. Stesso discorso per le arance: a Milano costano due euro lire al chilo, mentre a Torino il costo quasi si dimezza. Il Codacons, quindi, citerà il governo per oltre un milione di euro a risarcimento del danno subito dai consumatori in queste settimane a causa della omissione di intervento. Le prove dell´aggiotaggio saranno presentate alle 11 Procure della Repubblica che indagano sugli aumenti inverosimili. L´esecutivo avrebbe dovuto istituire, ad avviso dell´associazione, un servizio di controllo preventivo (tramite le prefetture) nei mercati generali italiani, bloccando le rivendite a prezzi maggiorati dai grossisti ai dettaglianti attraverso la verifica delle fatture e dei prodotti immagazzinati. Il Codacons, inoltre, denuncia pure i produttori di serra per truffa e chiede alle procure di sequestrare le zucchine sui banchi dei mercati, considerate «corpo di reato», per evitare il proseguimento delle speculazioni. I commercianti, al contrario, attribuiscono l´aumento dei prezzi di frutta e verdura principalmente alla situazione straordinaria prodotta da gelo e siccità. Il presidente della Confcommercio, Sergio Billè si è detto pronto a scommettere che i prezzi caleranno appena il tempo migliorerà, pur riconoscendo l´urgenza di un intervento di modernizzazione nella catena distributiva. Intanto, contro i rincari, i Verdi invitano i cittadini a acquistare direttamente nelle aziende agricole per abbattere i prezzi e creare un rapporto di fiducia tra produttori e consumatori. «Gli aumenti folli di questi giorni – osservano i Verdi – sono dovuti all´arretratezza della rete distributiva. Un sistema ancora appesantito dalla forte incidenza dell´intermediazione che si inserisce a più riprese, spesso al di fuori di ogni controllo, nella catena di trasmissione dei prodotti». Secondo l´Acu, l´associazione dei consumatori utenti per bloccare il caro-verdura occorre introdurre un paniere calmierato di prodotti essenziali. I prezzi al dettaglio di riferimento dovrebbero essere quelli dell´ultima settimana di novembre 2001, e il periodo di applicazione del provvedimento potrebbe durare al massimo 60 giorni con possibilità di proroga. Il paniere dovrebbe comprendere: patate, cipolle, porri, carote, tutte le varietà di cavolo, sedano, le diverse varietà di cicoria, cardi, agrumi, mele e i prodotti surgelati vegetali.

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