Il cetriolo (non) fa paura
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fonte:
- Famiglia Cristiana
L’ Istituto di Igiene di Amburgo ha individuato il batterio Ehec in tre cetrioli di provenienza spagnola e in uno arrivato dall’ Olanda . Nel frattempo le autorità iberiche hanno chiuso due aziende produttrici di verdure nei pressi di Malaga e Almeria, mentre le autorità olandesi contestano che uno dei cetrioli incriminati sia arrivato in Germania dal loro Paese. Intanto i numeri dell’ epidemia si aggiornano ogni giorno. Oltre alle 16 morti sospette (solo in 3 casi, finora, ci sarebbe la certezza dell’ infezione da Ehec), sono 276 le infezioni certificate in Germania ed emergono casi sospetti in altri Paesi Europei. Anche in Francia, Svizzera e Gran Bretagna si parla di casi da confermare. Il cetriolo, amico fino a ieri delle nostre tavole, è diventato improvvisamente il maggior sospettato di diffondere l’ Escherichia coli , la malattia legata al terribile batterio che si può contrarre con le verdure concimate con materiale organico prodotto da animale infetto . Conferme definitive però, al momento, non ve ne sono. Anche le autorità tedesche hanno dichiarato che non è ancora stato scoperto il veicolo della contaminazione, per questo l’ allarme generale in tutto il Paese resta confermato, finchè gli esperti non avranno identificato l’ agente patogeno. In Italia non ci sono ancora stati casi di infezione da Escherichia coli del ceppo che sta mietendo vittime in Germania, ma il sistema sanitario è allerta e pronto a registrare eventuali contagi. Lo afferma Alfredo Caprioli, esperto dell’ Istituto Superiore di Sanità, che su incarico del Ministero della Salute sta seguendo l’ evoluzione dell’ epidemia. "Noi siamo il centro di riferimento europeo per l’ Escherichia Coli nella veterinaria e negli alimenti" sottolinea Caprioli "già da venerdì abbiamo fornito a tutti i laboratori Ue un nuovo protocollo per l’ analisi che consente di trovare il ceppo tedesco con più facilità. Per il momento posso affermare che in Italia non è stato rilevato nessun caso, ma che comunque le società scientifiche di nefrologia sono state messe in stato d’ allarme e gli ospedali sono pronti a ricevere eventuali pazienti". Per il momento in Italia sugli alimenti non ci sono controlli aggiuntivi: "Questa è una decisione che dipende dal Ministero" continua l’ esperto "per ora stiamo effettuando solo i controlli di routine. C’ è da notare però che i casi individuati finora nei vari Paesi Ue sono tutti in persone che provenivano dalla Germania , e quindi sono state contagiate lì. Il ceppo "tedesco" è di un tipo molto raro, che contrariamente agli altri dà problemi soprattutto agli adulti". Nel frattempo però è psicosi per il batterio killer. La vendita dei cetrioli è praticamente crollata e il comitato consumatori Codacons ha chiesto di bloccare l’ importazione dell’ ortaggio dall’ Europa. Dalla Germania arrivano le prime disdette degli ordini di ortaggi siciliani . "Si tratta dell’ ennesima calamità dettata dalla paura immotivata, visto che i prodotti siciliani, biologici e non, sono sicuri". Lo dice la Coldiretti regionale. La Germania è il primo mercato di sbocco delle esportazioni italiane di verdure e legumi freschi. Il valore complessivo ammonta a 460 milioni. Adesso però, a causa del panico indiscriminato, il 58 per cento dei tedeschi non consuma più alcun tipo di verdure fresche.
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