30 Giugno 2009

Il caricabatterie diventa standard

 Accordo tra Commissione Ue e 10 produttori mondiali di telefonini – Il prossimo passo gli altri apparecchi elettronici Dal 2010 un alimentatore con spina universale «micro-Usb» uguale per tutti

 MILANO Già annunciata lo scorso febbraio durante il congresso mondiale della telefonia mobile di Barcellona, la "rivoluzione dei caricabatterie" entra finalmente nella sua fase operativa. Dal 2010, infatti, sarà disponibile sul mercato un unico caricatore universale dotato di microconnessione Usb e adatto a qualsiasi tipo di telefono cellulare di nuova produzione. La conferma è giunta, ieri, da Bruxelles dopo la firma di un memorandum d’intesa fra la Commissione europea e le prime dieci imprese del settore operanti in Europa: dal prossimo anno, quindi, per ricaricare i telefonini di Apple, Lg, Motorola, Nec, Nokia, Qualcomm, Research in Motion, Samsung, Sony Ericsson e Texas Instruments sarà sufficiente un solo caricabatterie dotato della peraltro già molto diffusa e sempre più presente sugli ultimi modelli in uscita – micro-connessione Usb. «L’incompatibilità dei caricatori per i telefoni cellulari – si legge nella nota della Commissione diffusa ieri – è un grave inconveniente per gli utenti e conduce inoltre a una inutile produzione di fili e di rifiuti.Per questo l’Unione europea aveva chiesto all’industria delle telecomunicazioni di prendere un impegno volontario per risolvere il problema in mododa evitare la necessità di introdurre una legislazione ad hoc ». Il memorandum verrà applicato solamente ai cellulari abilitati al traffico internet ma, ha spiegato Gunter Verheugen, vicepresidente della Commissione e commissario Ue all’Industria, «si tratta ormai della maggior parte degli apparecchi in vendita. Nel mio cassetto – ha proseguito il commissario – ho trovato sei caricabatterie diversi e, se fossi un cittadino esemplare, dovrei smaltirli secondo le normative ambientali». è proprio il crescente problema dell’accumulo di rifiuti tecnologici (nell’Europa a 27 si calcola che i telefonini abbiano raggiunto il mezzo miliardo di esemplari) ad aver spinto Bruxelles a prendere provvedimenti. Ora, tuttavia, ci vorrà un po’ di tempo prima che il caricatore universale si diffonda e diventi lo standard: «Dipende dal ritmo con cui le persone sostituiranno i propri apparecchi, ma ci aspettiamo un ricambio entro tre anni circa. Inoltre verranno messi in commercio speciali adattatori per rendere compatibili anche i precedenti modelli non dotati di connessione Usb», ha chiarito Verheugen. Difficile per il momento, secondo il direttore dell’associazione di settore Digital Europe, Bridget Cosgrave, avanzare previsioni sull’impatto economico che la "rivoluzione dei caricabatterie" avrà sull’industria Tlc. Tuttavia, ha avanzato l’esperto, «è possibile che l’idea di un caricatore universale possa estendersi ad altre apparecchiature elettroniche come, ad esempio, i laptop».  Il prossimo passo, infatti, potrebbe essere quello di giungere a uno standard comune per tutti gli apparecchi elettronici, richiesta peraltro reiterata anche ieri dal Codacons, che punta il dito contro «il business del caricatore che dopo un anno finisce per costare più dei cellulari stessi, ma anche quel-lo delle batterie, degli auricolarie dei vari cavetti per i collegamenti, tutti prodotti troppo costosi perché incompatibili e unici». «Entro due anni – è stata la risposta di Verheugen alle perplessità delle associazioni dei consumatori – vorrei che si potesse utilizzare lo stesso cavo per tutti gli apparecchi che avete in casa e la Commissione sta lavorando per quello ». E al lavoro la Commissione è anche per estendere l’utilizzo della connessione micro- Usb a livello mondiale: «Discuteremo con gli Stati Uniti,l’India e la Cina perché sarebbe meglio avere degli standard globali», ha concluso il vicepresidente.

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