25 Gennaio 2012

Il blocco dei Tir infiamma i prezzi

Il blocco dei Tir infiamma i prezzi
la merce scarseggia, rincari fino al 50 per cento. allarme anche nelle farmacie oggi dalle 10 in piazzale lodi coldiretti regalerà frutta e verdura "se no la buttiamo"

La protesta dei Tir, che rallenta o addirittura blocca il traffico autostradale in mezza Italia, fa schizzare in su i prezzi di frutta e verdura in città, con aumenti fino al 50 per cento. All´Ortomercato ieri è arrivata meno della metà della merce rispetto alla scorsa settimana (il 40 per cento) e la scarsità si traduce in rincari per i consumatori. Ieri l´ortolano Oasi delle Primizie, in piazzale Bacone, vendeva a 5,90 euro al chilo le zucchine «che la scorsa settimana ne costavano invece 3 e 90» spiega il titolare. I pomodori datterini, dal fruttivendolo in via Broglio, sono passati in ventiquattr´ore da 3,80 a 4,80 al chilo. E l´ortofrutta Arnaud, a Gessate, ha ritoccato i prezzi dei finocchi (da 2 a 2,50 al chilo) e dei carciofi (da 1 a 1,50). «Tutti i prodotti che arrivano dal sud Italia sono spariti» spiega il negoziante. Il blocco dei rifornimenti che ha falcidiato il mercato ortofrutticolo (i grossisti dell´Ortomercato perdono 3 milioni al giorno) comincia a pesare anche sulla grande distribuzione. Coop Lombardia comunica che nei propri punti vendita non è arrivato il 20 per cento della frutta e verdura ordinata, e che scarseggiano le carni bianche. Esselunga registra «ritardi nelle forniture» e si prepara a oggi, «che potrebbe essere il giorno della svolta negativa» con l´esaurimento di alcuni prodotti nei magazzini di Pioltello e Novara. Ma non è solo l´alimentare a soffrire. Alessandro Carletti, vicepresidente di Federfarma Lombardia, riferisce di «ritardi nelle consegne dal Veneto di prodotti di parafarmacia» e prevede «una situazione preoccupante per i prossimi giorni». Ritardi anche nelle forniture di pezzi di ricambio e materie prime nelle aziende manifatturiere, soprattutto in Brianza. Confcommercio già parla di «danni ingenti alle imprese». E il presidente della Camera di commercio, Carlo Sangalli, invita i trasportatori – in lotta contro l´aumento delle accise sul gasolio – a «cessare al più presto manifestazioni inutili, che intralciano i diritti di molti». Le associazioni dei consumatori, Codacons in testa, invocano «interventi decisi» contro i camionisti. Come indicato dal ministro dell´Interno, Annamaria Cancellieri, ieri in prefettura si è tenuto un vertice per studiare le misure necessarie a «normalizzare la situazione». Constatata l´impossibilità di precettare i camionisti (sono per lo più lavoratori autonomi) si è immaginato di sanzionarli – in caso di blocchi nella Provincia di Milano – con la sospensione dall´albo dei trasportatori e con «sanzioni amministrative da individuare, in applicazione del codice della strada». Vale a dire: multe o l´eventuale blocco amministrativo dei mezzi. Al momento, precisa la Prefettura, la situazione nell´area milanese è tranquilla. Lo stop delle merci dipende dai blocchi in altre regioni, dalla Sicilia alla Liguria. Coldiretti Lombardia, che già lunedì registrava «danni enormi per il sistema produttivo regionale», a partire dalle 10 di oggi in piazzale Lodi regalerà frutta, verdura e uova ai milanesi. Si tratta di merce da consumare in tempi rapidi, che a causa dei ritardi rischiava di andare a male. Lo scopo di Coldiretti è denunciare il danno economico dai coltivatori, che l´associazione stima, a livello nazionale, in 50 milioni di euro al giorno. Intanto, mentre la protesta dei tassisti sembra essersi placata, la paura di un imminente sciopero delle pompe di benzina contro le liberalizzazioni spinge alcuni a fare incetta di carburante. Franco Denise, vicepresidente del sindacato dei gestori delle stazioni di servizio, stima un aumento dei rifornimenti del 15 per cento, «al momento ingiustificato – dice – visto che a Milano non sono in vista scioperi di alcun tipo».
 

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