27 Agosto 2002

Il 4 settembre il ministro incontrerà le associazioni dei consumatori per discutere sugli aumenti

Il 4 settembre il ministro incontrerà le associazioni dei consumatori per discutere sugli aumenti

Rc auto, un decreto contro i rincari
Marzano: se la riforma non si sblocca interverrà il governo

ROMA Un decreto legge per sbloccare la riforma dell?Rc auto, ferma in parlamento da sette mesi in attesa di approvazione in aula al Senato, e calmierare i rincari delle polizze che hanno scatenato le proteste dei consumatori che sollecitano il blocco delle tariffe temendo ulteriori aumenti in autunno. La proposta ?provocatoria? è arrivata dal ministro alle Attività produttive, Antonio Marzano: «Se la riforma della Rc-auto non dovesse essere rapidamente approvata dal parlamento o fosse indebolita da emendamenti – ha detto – il governo potrebbe ricorrere ad un decreto legge», riservandosi di parlare del provvedimento urgente al presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
Il Codacons applaude. L?iniziativa, non commentata dall?Ania (l?associazione che riunisce le compagnie assicurative), è stata accolta con soddisfazione dal Codacons, a patto – specifica – che «questa si concretizzerà in un blocco delle tariffe assicurative» ma è stata contestata da altre associazioni dei consumatori che hanno continuato a protestare contro le cifre esorbitanti raggiunte dalle tariffe assicurative che salassano gli utenti.
Consumatori convocati dal ministro. In attesa del varo della riforma, il ministro Marzano ha convocato per il 4 settembre prossimo il Consiglio nazionale dei consumatori (Cncu) e nei giorni successivi le associazioni dei commercianti (Confcommercio e Confesercenti): tema di discussione sarà il caro-prezzi, ma è scontato che anche il ?caro-polizza? figurerà all?ordine del giorno. Marzano ha ricordato le novità della riforma, in particolare maggiore concorrenza e trasparenza e norme che servano ad individuare e reprimere fenomeni di aumenti dei prezzi fuori mercato. A questo lavoreranno una commissione ministeriale e l?Isvap. L?aut aut di Marzano ha trovato sponda nel presidente della commissione Attività produttive del Senato, Francesco Pontone, secondo il quale «bisogna bloccare subito i premi delle assicurazioni e l?aumento delle tariffe, ma soprattutto occorre cancellare il principio di territorialità che danneggia in modo particolare le regioni del Mezzogiorno».
Ds all?attacco. Fra coloro che, viceversa, hanno contestato la proposta del ministro ci sono i senatori Ds che invitano il governo a «fare il suo dovere, presentando al più presto in Parlamento una riforma vera della Rc auto». Secondo i Ds, «invece di accampare alibi ridicoli», il governo deve presentare «una riforma vera del settore assicurativo, sulla quale si possano pronunciare tutte le parti interessate, compresi i consumatori. Il governo invece si è dimostrato finora interessato solo a misure di tipo amministrativo che – concludono i Ds – invece di liberalizzare i mercati aumentano il controllo da parte del ministero delle Attività produttive».
Il no dell?Adusbef. Pollice verso anche da parte di altre sigle dei consumatori, che chiedono (l?Adusbef) l?istituzione di un?Authority per la fissazione delle tariffe e di un Testo Unico e (la Federconsumatori) interventi immediati, tra i quali il dimezzamento dei termini dell?obbligo di risarcimento, contratti innovativi e personalizzati, la costituzione di consorzi.
Lo stop alla Camera. Lo ?stallo? sulla riforma della Rc-auto dura da circa sette mesi, da quando cioè (era il 13 febbraio) la maggioranza si divise alla Camera sul ddl collegato alla Finanziaria e decise di accantonare un articolo del provvedimento di riforma, trasmettendo il nuovo testo al Senato dove si trova tuttora. Due in particolare le norme cancellate rispetto al testo originario: l?obbligo di riparare il danno per ottenere il risarcimento, e l?esclusione dal rimborso delle spese professionali sostenute prima del decorso dei termini della richiesta all?assicurazione. Il testo bocciato prevedeva che la conciliazione amichevole potesse essere usata anche per i danni alle persone, ma solo per le cosiddette ?microlesioni? permanenti non superiori a 5 punti di invalidità. Inoltre, prevedeva la formazione di liste provinciali di imprese di riparazioni di auto e formate dalle Camere di commercio in conformità ai criteri individuati dal ministero delle Attività Produttive: nella lista venivano iscritte le imprese «in possesso dei requisiti comunicate dalle imprese di assicurazione», un punto quest?ultimo che ha visto il dissenso esplicito di An, le perplessità della Lega e la netta contrarietà dell?opposizione. Cancellato anche l?articolo sulle truffe che introduceva una nuova figura di reato: la falsificazione di una polizza. Tolta inoltre la norma in base alla quale se il danneggiato sosteneva spese professionali prima dei 60 giorni dalla richiesta di risarcimento, non avrebbe avuto diritto a vedersele rimborsate. È rimasto invece l?articolo in base al quale l?attestato di rischio deve contenere anche gli importi delle franchigie non corrisposti dall?assicurato, a condizione che siano stati richiesti dalle imprese di assicurazione.

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