26 Agosto 2002

«Il 12 settembre nessun acquisto»

ROMA ? Mentre i consumatori annunciano una protesta per il 12 settembre contro gli aumenti selvaggi di merci e servizi, entra nel vivo il dibattito sulla proposta avanzata dal ministro dell`Economia, Giulio Tremonti, di introdurre le banconote di carta in euro, al posto delle monete di uguale valore, per arginare l`inflazione.  Quello dei consumatori è il secondo sciopero (dopo la manifestazione del 5 luglio a cui hanno aderito circa 10 milioni di consumatori) che prevede un`astensione da qualsiasi tipo di acquisto per l`intera giornata. L`iniziativa di protesta, lanciata dall`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori) dopo una riunione dei comitati direttivi, prevede, inoltre, sempre per il 12 settembre un presidio dinanzi al Parlamento a cui sono invitati tutti i cittadini e tutte le aggregazioni civili e sociali.  Nessun commento dalla Bce alle parole di Tremonti: «Alle monete di carta si dà più valore, come per il dollaro. Ora cercheremo di convincere l`Europa». Giampaolo Galli, direttore del centro studi di Confindustria, invece, trova l`idea interessante, anche se con qualche perplessità: «Non so se si riuscirà a realizzare tale proposta, se i nostri partner di Eurolandia e le autorità della Bce saranno d`accordo, ma intuitivamente, le banconote da 1 e 2 euro potrebbero frenare certi arrotondamenti». Anche se, la sostituzione della moneta con carta moneta «non è risolutiva» del problema inflazione. Non è la prima volta, tuttavia, che un paese dell`Unione monetaria manifesta la propria perplessità riguardo al criterio di spezzatura adottato per gli euro. Fin da gennaio, per esempio, i finlandesi, di fatto, hanno rinunciato a utilizzare le monete da uno o due centesimi.
Non si è trattato, però di un rifiuto esplicito, ma solo dell`applicazione di una legge che, valida in precedenza anche per la moneta nazionale (la markka), fissa il prezzo totale dei prodotti arrotondandolo sempre ai 5 centesimi più prossimi. Paolo Cento si schiera con i consumatori e annuncia il sostegno dei Verdi allo sciopero degli acquisti del 12 settembre, ma critica la proposta di introdurre l`Euro in carta, perchè «non sufficiente a risolvere l`inflazione e senza interventi strutturali rimane un trucco». Per Cento ci vuole una nuova politica economica fiscale capace di intervenire strutturalmente sulla formazione dei prezzi e sulle tariffe dei servizi. Bocciata la proposta di Tremonti anche da Roberto Pinza (La Margherita) perchè è «il segno che il ministro considera gli italiani degli stupidi. Piuttosto, aggiunge, «Berlusconi e Tremonti ci dicano che fine hanno fatto i comitati euro a livello nazionale e provinciale». Intanto scende in campo anche il segretario generale dei lavoratori del commercio e del turismo della Cisl (Fisacrat), Gianni Baratta, invitando il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, a cominciare a lavorare perchè vadano a buon fine i rinnovi contrattuali dei lavoratori.
Baratta ribadisce che la sua organizzazione nella piattaforma per il rinnovo contrattuale del commercio non si atterrà all`1,4% di inflazione programmata prevista dal governo nel documento di programmazione economica, ma annuncia che chiederà per il 2003 tra il 2 e il 2,1% di aumento.

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