22 Luglio 2005

I timori dei consumatori restano concentrati sui prezzi degli alimentari

A maggio le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,7% ma Confesercenti è prudente: «È presto per festeggiare»
L`Italia torna a spendere. Siniscalco: «Segnali di ripresa»





ROMA Dopo mesi con la cinghia tirata, gli italiani tornano a spendere, e non solo per gli alimentari. Secondo i dati dell`Istat, a maggio le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,7% rispetto ad aprile 2005 e dello 0,9% rispetto a maggio dello scorso anno. Il presidente di Confcommercio Sergio Billé invita però alla prudenza: il dato non deve essere letto «gloriandosi eccessivamente». Secondo il leader dei commercianti sull`economia «incombe ancora il caro petrolio». In particolare, la vendita di prodotti non alimentari segna un +1%, mentre quella dei prodotti alimentari un 0,8%. Proprio nelle vendite di prodotti non alimentari, si registrano gli incrementi più forti. A maggio, sempre su base tendenziale, sono andati bene il settore delle calzature, articoli in cuoio e viaggio (+3,3%), foto ottica e pellicole (+1,9%). Ma agli italiani non piace più fare la spesa negli ipermercati. Nel mese di maggio, infatti, si sono registrate variazioni tendenziali positive per tutte le tipologie, tranne che per gli ipermercati, che hanno segnato una flessione del 3,6%. Gli aumenti più consistenti hanno riguardato i negozi specializzati (+8,8%) e i grandi magazzini (+4,9%). Anche nei primi cinque mesi del 2005, rispetto allo stesso periodo dell`anno precedente, si segnalano dati positivi sia per i negozi specializzati (+4,7%), i grandi magazzini (+2,5%), gli hard discount (+1,2%) e i supermercati (+ 0,7%), mentre le vendite degli ipermercati incassano una flessione del 1,3%. L`andamento positivo dei consumi non convince però le associazioni dei consumatori che puntano il dito contro «una ripresa economica che le famiglie non sentono affatto». Per Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori «non più tardi di due mesi fa l`Istat fotografava la stagnazione dell`economia e una forte contrazione dei consumi. Oggi invece annuncia una ripresa in cui le famiglie, proprio come accade ormai da tre anni, non si ritrovano affatto». Sempre a maggio 2005, rispetto ad un anno fa, si sono registrati aumenti delle vendite al dettaglio nelle piccole imprese (+0,6%), nelle medie (+1,4%), e nelle grandi (+1%) con aumenti più consistenti, nel mese di maggio, al centro (+2,2%) e al nord-est (+1,8%). I prodotti alimentari sono stati maggiormente acquistati al centro (+1,2%), mentre i non alimentari al centro e al nord-est, rispettivamente +2,7% e +2,4%. Già l`altro ieri il ministro dell`Economia, Domenico Siniscalco, ascoltato sul Dpef dalle commissioni Bilancio di Camera e Senato, aveva mostrato ottimismo: la recessione è finita e, dopo due trimestri in calo, il Pil dovrebbe registrare nel secondo trimestre 2005 una «piccola crescita». L`Istat è ottimista anche per quanto riguarda la produzione: «L`evoluzione dell`attività produttiva ha visto il proseguire nei primi mesi dell`anno della tendenza negativa prevalsa nella parte finale del 2004. Tuttavia segnali più recenti, ancora parziali e contrastati, sembrano indicare il superamento della fase di maggior difficoltà della congiuntura» ha detto il presidente dell`istituto statistico, Luigi Biggeri, di fronte al Parlamento. In particolare il settore industriale ha segnato in primavera «un qualche recupero». Per quanto riguarda poi il tasso di inflazione già acquisito per il 2005, cioè quello che si registrerebbe se l`indice dei prezzi al consumo restasse per il resto dell`anno invariato rispetto al livello di giugno, esso è pari all`1,6%. Ma per raggiungere una crescita zero nel 2005, come indicato nel Dpef, occorrerà una «discreta risalita del livello del Pil nei prossimi tre trimestri»: un incremento medio dello 0,4-0,5%.

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