23 Agosto 2002

I sindacati: “L`inflazione programmata va rivista“

I sindacati: “L`inflazione programmata va rivista“

Dopo i dati di agosto sindacati, consumatori e commercianti chiedono al Governo una revisione del tasso programmato. Pezzotta: l`1,4% è irreale. Rinnovo dei contratti a rischio. Marzano: non vedo rischi

MILANO ? L?aumento dei prezzi, confermato dall?Istat e anticipato nei giorni scorsi dagli analisti, scalda anche il mondo dei sindacati, dell?industria e della politica. La risposta più dura alla crescita dell?inflazione (+0,1% congiunturale ad agosto, +2,3% dall`inizio dell`anno) viene dai sindacati, pronti a sfoderare le armi contro il Governo e al “Patto per l?Italia“, con critiche soprattutto al tasso d`inflazione programmato al 1,4% nel Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria) già stilato dall`esecutivo. Dal canto loro le associazioni di categoria puntano a una revisione del paniere dei beni presi in considerazione per il calcolo dell?inflazione, al fine di tracciare una mappa reale del costo della vita. Auspicando, anche, un?azione concertata con i consumatori, a loro volta preoccupati della mancanza di certezze sull?andamento dei prezzi.

SINDACATI. Ma la questione, come anticipato, assume adesso una valore politico, con il preannunciarsi di un nuovo scontro tra sindacati e governo. “E` l`ulteriore conferma che il Patto per l`Italia è un patto sbagliato e pericoloso“, arringa Guglielmo Epifani. Il numero due della Cgil dice che le rilevazioni Istat divulgate oggi ?confermano come il tema dei prezzi sarà un tema caldo. Per quel che ci riguarda, c`è un problema di difesa delle retribuzioni reali di lavoratori e pensionati. Il Patto per l`Italia anche su questo non ha affrontato con la dovuta centralità e gli strumenti adeguati il problema, tant`è che la forbice tra inflazione reale e quella programmata dal Governo nel Dpef continua ad allargarsi?.

Quello del rinnovo dei contratti (alcuni imminente come nel caso dei dipendenti pubblici) è anche lo spunto dal quale muove le sue critiche il segretario generale della Cisl. Savino Pezzotta è convinto infatti che non sarà possibile rinnovare i contratti al tasso programmato dell`1,4%: “L`inflazione programmata è fuori dalla realtà, è un dato irrealistico. I contratti non potranno essere rinnovati all`1,4%“. E dello stesso avviso è il segretario generale dell?Ugl Stefano Cetica, certo che sia necessario ?rivedere il tasso di inflazione programmata?, e che rilancia: “Sono necessarie misure di controllo del caro vita che potrebbero rivelarsi utili, in previsione anche dell`apertura del fronte dei rinnovi contrattuali, a proporzionare gli aumenti salariali con l`inflazione reale“.
Più generale l`approccio di Luigi Angeletti, segretario della Uil: “Purtroppo l`inflazione tende a crescere e non è una buona notizia. Tuttavia il nostro problema non è questo, il nostro problema è la mancanza di sviluppo. Bisogna accrescere la domanda interna, ridurre le tasse e aumentare i salari, ecco le priorita“`. Quanto al tasso di inflazione programmata per i rinnovi contrattuali, Angeletti conferma il suo parere negativo. “E` una questione che risolveremo con le categorie nei prossimi mesi. Credo comunuque ci sia margine sufficiente per arrivare a piattaforme comuni con gli altri, per questo si lavora“.

IL GOVERNO. Tenta invece di attenuare le polemiche Antonio Marzano, ministro delle Attività produttive. ?Allo stato attuale delle cose non vedo rischi per una forte ripresa dell`inflazione in Italia?, ha dichiarato a margine di un dibattito al Meeting di Rimini di Cl. ?Naturalmente – ha poi precisato – siamo un paese che importa molte materie prime, fra cui il petrolio. Se i costi di queste materie prime come il petrolio aumentassero, inevitabilmente ci sarebbe un impatto sui nostri prezzi. Ma allo stato attuale delle cose non prevedo un inasprimento significativo, preoccupante dell` inflazione?.
E poi il ministro ha avuto modo di ribadire la sua idea sul paniere usato dall`Istat per determinare l`inflazione: “Dico no all`inflazione fai da te. Panieri alternativi non sono sempre utili. Quello dell`Istat viene cambiato ogni anno, anche se questo non significa che un approfondimento non sia sempre possibile“. Marzano ha poi spiegato: “I miei interventi di questi giorni non erano volti a difendere l`operato dell`Istat o i metodi dell`Istat, ma il suo ruolo. Non voglio che vengano fatte inflazioni fai da te: ognuno si sta facendo la sua inflazione, di quartiere o peggio ancora di partito. Questo fa solo aumentare la confusione: l`inflazione deve essere calcolata in modo ufficiale da una istituzione pubblica sopra le parti, che e` appunto l`Istat“.

CONSUMATORI. L?ipotesi di un nuovo paniere e di una revisione del sistema d?indagine dell?aumento dei prezzi d?altra parte è quello che già da diversi giorni propongono le associazioni dei consumatori. ?La situazione è molto più grave di quella rappresentata oggi dall`Istat e non può essere affrontata solo attraverso la costituzione di osservatori e di varie vigilanze della polizia annonaria“, dicono in coro Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons, riuniti sotto l`Intesa Consumatori e che tornano a chiedere panieri alternativi e al governo interventi sulle tariffe. In particolare Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, ribadisce la ricaduta della situazione inflazionistica su alcune tipologie di famiglie. “Alle spese annue di una famiglia media che è di 26.400 euro – afferma Trefiletti – occorre oggi aggiungere altri 950 euro. Per una famiglia numerosa con una spesa annua di 30 mila euro, bisogna aggiungere invece 1.120 euro e agli ultra 65enni, spesa annua 18 mila euro, le spese aumentano di altri 720 euro“.

COMMERCIANTI. Chiede una modifica alla composizione del paniere, oltre al rispetto delle regole della conversione in euro, anche la Confartigianato. “E? urgente fare piena luce su focolai di inflazione coinvolgendo tutte le categorie“, afferma il presidente degli artigiani Luciano Petracchi, “Come produttori di beni e fornitori di servizi intendiamo individuare le reali responsabilità degli aumenti ingiustificati. Rincari come quelli delle tariffe energetiche e di alcune materie prime incidono profondamente sulla competitività delle piccole imprese?. La Confartigianato si dice pronta a un tavolo per discutere con i consumatori e tutti gli altri operatori economici. E l?idea pare che convinca anche la Conferserenti, che per bocca del suo presidente Marco Venturi, si unisce alle preoccupazioni sul caro-prezzi, ma difende i suoi associati. ?Il dato di oggi condizionerà anche quello del prossimo anno, rendendo molto improbabile il raggiungimento dell`1,4% stimato dal governo. Le anticipazioni dei dati di agosto, evidenziano comportamenti sostanzialmente virtuosi dei commercianti, mentre traspaiono chiaramente alcune tensioni tariffarie?.

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