15 Luglio 2001

I saldi? Già finiti: in fila solo i turisti

I saldi? Già finiti: in fila solo i turisti

Città svuotata dal week end, pochi romani a caccia di sconti. E oggi i negozi chiusi

Qualcuno per tenersi in piedi si aiuta con un ombrello aperto contro il sole, qualcuno reintegrando con acqua e frutta i liquidi persi, fino al caso del negoziante che, provando pietà per i clienti che aspettano in piazza della Radio inondata dal sole, si precipita fuori e offre un te freddo con pasticcini: tutto per aiutare la gente a resistere alle file della prima giornata di saldi.
Sabato 14 luglio: prima giornata ufficiale. La chiusura di oggi, in effetti, interrompe almeno una settimana di vendite a gonfie vele. Ieri in fila c?erano stranieri, turisti e chi non è cliente abituale di un negozio. Per gli altri, la clientela fidata e quelli che, non temendo il prezzo pieno, hanno osato fare shopping qualche giorno fa, gli acquisti a saldo sono già finiti: senza file e con più scelta sugli scaffali.

«Basta con quest?uso delle lettere e degli sconti che partono in sordina – dice Anna Maria, una signora di 40 anni che gironzola in un negozio di via dell?Appia Nuova, a caccia di un?occasione – io amo fare shopping dove capita, mi fermo quando trovo un capo che mi piace e per questo devo essere penalizzata?» Pare di sì: se qualcuno pensa di fare l?affare di fine stagione, infatti, sbaglia, perché c?è qualcun?altro che l?ha fatto prima e meglio di noi. Quanto alla bufala quella è sempre in agguato: nella sola giornata di ieri il Codacons ha colto in fallo un centinaio di negozi della zona Prati e Vigna Clara che non esponevano il biglietto con il prezzo prima e dopo gli sconti o che, nonostante le raccomandazioni delle associazioni di categoria e del Comune, continuano a non accettre pagamenti con carte di credito. E il fenomeno non è appannaggio di una singola zona, lunedì i controllori del Codacons saranno in altri quartieri, oltre a vgili e ispettori annonari.

Alcuni negozianti fuori dal centro storico e dal litorale, che oggi e per tutto il periodo dei saldi dovranno star chiusi, farebbero di tutto pur di vendere: la chiusura di oggi va stretta come ad un cliente un acquisto sbagliato. Lo impone una delibera comunale, siglata a gennaio scorso da tutte le associazioni di categoria, ma ogni volta che ci si avvicina alla giornata di chiusura le carte firmate sembrano inutili vincoli? Servono o no queste regole al commercio se poi sono i negozianti i primi a scalpitare? «Le regole servono e come – dice Cesare Tirabasso della Confesercenti – anzi bisognerebbe essere più duri con chi contravviene alle regole». «Quelli che scalpitano sono i negozi più grandi e quelli della grande distribuzione -dice Roberto Polidori,presidente della Federabbigliamnto di COnfcommercio – queste regole tutelano i negozi più piccoli che non possono permettersi di non chiudere almeno un giorno a settimana, se sono a conduzione familiare, né di pagare il plus ai dipendenti per i giorni festivi». Ma la prossimità dei saldi avrebbe avvantaggiato i più che speravano ancora fino al tardo pomerigio di ieri in una deroga dell?ultim?ora, come già avvenuto per la chiusura del 2 giugno. «Abbiamo sostenuto aperture domenicali durante tutto l?anno: ora che c?è davvero la gente ci fanno chiudere» si lamenta Marino, titolare di un negozio di calzature del Centro commerciale della Romanina. A tutti risponde l?assessore al Commercio Daniela Valentini: «I saldi durano sei settimane: non valeva la pena modificare l?ordinanza in vigore per un giorno di chiusura su tutti quelli che restano. Faremo passare il periodo dei saldi e poi a settembre ci sarà un tavolo di incontro e con le associazioni di categoria valuteremo cosa non ha funzionato».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox