15 Gennaio 2006

«I saldi? Boccata d?ossigeno dopo un anno da dimenticare»

I commercianti: «A Natale un flop Così recuperiamo il 5% di fatturato»
«I saldi? Boccata d?ossigeno
dopo un anno da dimenticare»

Romani e turisti, in centro e nelle periferie. Code lunghissime nei templi dorati dello shopping – via Condotti, via del Corso, via Cola di Rienzo – ma anche nelle strade commerciali dagli altri quartieri, dalla Tuscolana all?Eur, da San Giovanni a viale Marconi, dove i negozianti si sono attrezzati a distribuire tè e pandoro ai clienti in fila. Il primo giorno dei saldi invernali è stato un successo – e oggi si replica con l?apertura domenicale – ma le valutazioni sul fenomeno restano diverse.
Secondo Valter Giammaria, direttore romano di Confesercenti, «se i prossimi giorni confermeranno la buona partenza di ieri la previsione è di toccare quota 15-20 per cento di affari in più rispetto allo scorso anno». Una cifra che, sostiene Giammaria, «garantirà un recupero effettivo del 5 per cento del fatturato, considerando le minori entrate sia del periodo natalizio che dell?anno intero». Del resto non è una novità, ricorda il direttore di Confesercenti, «che il 30 per cento degli acquisti viene fatto durante i saldi estivi e invernali». Una conferma che «i saldi rappresentano un evento non solo da mantenere, ma da valorizzare e magari – osserva – da concentrare in un periodo meno lungo delle sei settimane previste per il Lazio».
Ottimista per un inizio «davvero entusiasmante» dei saldi è il presidente di Federabbigliamento-Confcommercio Roberto Polidori, che però torna sulla polemica scatenata dai tanti negozianti ?furbi? che hanno anticipato le svendite con vari stratagemmi. «Se si fissa una data e poi circa il 20 per cento dei commercianti non la rispetta, facendo partire con anticipo i propri saldi personali – argomenta Polidori – allora meglio anticipare i saldi per tutti, magari a ridosso delle festività natalizie».
La prima risposta istituzionale arriva dall?assessore regionale al commercio Francesco De Angelis. «L?inasprimento delle sanzioni per chi disturba il mercato con saldi mascherati anticipati ci sarà – annuncia De Angelis – Ma i saldi stagionali non si toccano: Roma e il Lazio li confermeranno anche per il futuro». Anche le date non dovrebbero mutare, con i prossimi saldi invernali che con tutta probabilità inizieranno ancora il secondo sabato di gennaio.
Bastian contrario, rispetto all?entusiasmo delle organizzazioni di categoria del commercio, è il Codacons, che prevede «un flop». La spesa a famiglia per i saldi, secondo il presidente dell?associazione dei consumatori Carlo Rienzi, «dovrebbe attestarsi sui 140 euro, ma solo il 50 per cento dei consumatori romani potrà permettersi di usufruire degli sconti stagionali, perché la gran parte dei prodotti scontati non sarà accessibile alle famiglie medie, vicine al prosciugamento del proprio potere d?acquisto».
Martedì l?assessore capitolino al commercio Franco Cioffarelli incontrerà associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, per decidere sull?eventuale apertura festiva anche per domenica prossima, nel secondo fine settimana di saldi. L?orientamento è favorevole a questa ipotesi, magari cancellando come contropartita un?apertura domenicale nella seconda metà di agosto.
Tutti d?accordo, invece, per la proposta degli Shopping Day , i quattro giorni da mettere a disposizione dei Comuni per lasciare la libertà ai negozi di aprire di domenica e di fare vendite promozionali anche fuori dai due periodi annuali dei saldi. «Da queste deroghe – precisa De Angelis – saranno sicuramente esclusi gli outlet e le attività commerciali assimilabili, così da garantire pari opportunità per tutti».

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