3 Marzo 2009

I prezzi restano inchiodati all´1,6% Confesercenti: “Rischio deflazione”

Il dato dell´inflazione conferma il livello del mese precedente. In accelerazione alcol e tabacchi Confcommercio: la frenata dell´infla-zione libererà risorse a sostegno della domanda

  ROMA – Inflazione al palo. I prezzi al consumo sono aumentati dell´1,6% rispetto a un anno fa, stessa crescita registrata a gennaio. L´indice armonizzato europeo invece è salito all´1,5%, con un andamento al rialzo comune anche a livello europeo. Nel nostro paese, su base mensile, i prezzi sono cresciuti dello 0,2%: è una leggera accelerazione dei beni a incidere di più sull´aumento del costo della vita, rallentano i servizi. La crescita più significativa dei prezzi "colpisce" alcolici e tabacchi. Una nuova frenata nella corsa di quelli di pane e pasta, mentre i carburanti si muovono in controtendenza rispetto agli ultimi mesi, con rincari su base mensile. è il quadro tracciato dalle stime provvisorie dell´Istat che mostrano che gli aumenti congiunturali più significativi dell´indice oltre ad alcolici e tabacchi (+1,2%) riguardano comunicazioni (+1%), ricreazione, spettacolo e cultura (+0,6%). Nessuna variazione per quanto riguarda abbigliamento, calzature e istruzione. E trasporti in calo. Il prezzo dei carburanti segna a febbraio un aumento congiunturale e un rallentamento del calo tendenziale: rispetto a gennaio, +2,5% la benzina verde, +1% il gasolio (su base annua la diminuzione dei prezzi è passata da -17,6% di gennaio a -15,6% di febbraio). Frenano i prezzi di pane e pasta: il mese scorso il settore pane e cereali ha segnato un -0,1% rispetto a gennaio, e un +5,6% su base annua (a gennaio la crescita era stata del 7%). Il maggiore aumento tra i beni e i servizi riguarda quelli sanitari e le spese per la salute. «è prevedibile che nei prossimi mesi la tendenza al rientro dell´inflazione possa proseguire liberando in parte risorse a sostegno della domanda interna e del clima di fiducia delle famiglie», secondo l´Ufficio studi di Confcommercio. Che avverte: «La decisa diminuzione registrata dal prezzo della pasta e l´ulteriore diminuzione del prezzo del latte, come già accaduto negli ultimi mesi anche per le materie prime, porta a ritenere esaurite le tensioni che avevano condizionato le dinamiche dei prezzi dei prodotti alimentari nel corso del 2008». La Confesercenti invece mette guardia contro quello che definisce un dato «bifronte»: «il rallentamento delle dinamiche dei prezzi sarebbe confortante se non preavvertisse il rischio deflazione». Allarme dalle associazioni di consumatori: se per il 2009 il tasso di inflazione si attesterà all´1,6%, il potere d´acquisto delle famiglie subirà un´ulteriore diminuzione di 480 euro. «Chi parla di risparmi ha fatto male i suoi conti», dicono Federconsumatori e Adusbef e chiedono di agire subito per ridurre i prezzi di almeno il 20%.  Per il Codacons è «preoccupante» che la discesa dell´inflazione «si è già bloccata». E Adiconsum chiede alla grande distribuzione «di passare da una logica delle mere promozioni a una riduzione dei prezzi dei listini».

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