I prezzi non si fermano più, affari in picchiata
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fonte:
- La Nuova Venezia
Codacons chiede di anticipare i saldi, in vetrina spuntano gli articoli low cost
I prezzi scendono, no restano invariati, anzi…salgono. Il tourbillon di commenti da parte di tutti gli ambienti del commercio rende l?idea della confusione che regna nel settore, in un momento in cui l?unica cosa certa è la fuga sempre più massiccia dei consumatori mestrini verso i grandi centri commerciali. Una posizione dominante quella degli ipermercati, che all?approssimarsi delle festività natalizie pesa in maniera sempre più massiccia sul bilancio dei negozianti cittadini.
E a pochi giorni dalla richiesta di abbassare i prezzi fatta dalpresidente di Confcommercio, Sergio Billè, le associazioni dei consumatori denunciano rincari in vari settori.
L?appello di Billè era stato inteso dallo stesso, come un estremo tentativo di far riprendere i consumi, pur rendendosi conto che l?impresa non è dellepiù facile dati i margini di manovra molto ridotti delle aziende. E per il presidente della Confcommercio provinciale, la sensazione che giunge dall?ambiente non è infatti delle migliori. «Azzardei piuttosto, gelida» dice Massimo Albonetti. «Togliendo l?ambito degli alimentari, soprattutto abbigliamento e calzaturiero stanno andando a picco. Probabilmente ci sarà da parte nostra un incoraggiamento ad abbassare i prezzi, ma molti lo stanno facendo autonomamente». E in questo senso in alcuni negozi stanno già comparendo le vetrine «low cost», dove una serie di prodotti viene venduta a prezzi notevolmente ribassati. «Ad ogni modo» aggiunge Albonetti, «i conti si faranno nei prossimi week end, quando si vedrà quello che gli italiani davvero spenderanno». La speranza sono quindi i saldi anticipati. La data fissata in un primo momento è quella del 7 gennaio, ma sia Confcommercio che Confesercenti hanno già inoltrato una richiesta alla Regione perchè valuti la possibilità di far partire la campagna promozionale con un paio di giorni di anticipo. Diversa, se non addirittura radicale, la risposta del Codacons, che in quest ore sta inviando un documento al governo e alle regioni per anticipare i saldi addirittura al 10 dicembre. «Le nostre preoccupazioni sono state riprese in maniera drammatica da Sergio Billè» ammette Franco Conte del Codacons. «Noi non stiamo nemmeno pensando alla possibile riduzione dei prezzi, perchè da quanto ci risulta sarebbero già stati applicati dei consistenti rincari del 5-10 per cento soprattutto su alimentari e addobbi natalizi. Il problema è che i vertici di categoria rappresentano virtualmente e non realmente i commercianti, nel senso che poi nelle vetrine ci finiscono i prezzi che vogliono i negozianti». E in precedenza il segretario provinciale di Confesercenti, in merito alla riduzione dei prezzi è stato lapidario: «Non credo che diminuiranno, ma sono certo che non sono aumentati» afferma Maurizio Franceschi. «Per il semplice fatto che i nostri consociati stanno proseguendo la politica dell?iniziativa ?prezzo amico?, dove da tempo sono fissati i prezzi senza guardare all?aumento dell?inflazione. Ben vengano però a risolvere la crisi i mercatini, che le stesse categorie promuovono per rivitalizzare aree cittadine commercialmente depresse». In questo senso il rappresentate provinciale degli ambulanti ha sottolineato lo sviluppo che la categoria sta avendo in questo momento, forte di prezzi fino al 30 per cento inferiori rispetto a quelli dei negozi. Per Roberto Magliocco «di regali ce ne saranno lo stesso sotto gli alberi di Natale, ma saranno scelti con più oculatezza. Si resterà nell?ambito dei prodotti utili». Prodotti utili si, ma se nessuno vuole rinunciare agli alimentari per le feste, dovrà forse fare i conti stavolta con lo zampone d?oro? «Niente di più probabile» replica Giulio Labbro Francia del Movimento Consumatori. «Del resto è la legge di mercato, forse sbagliata, che regola questi principi. Le nostre fonti a Coldiretti danno per certi gli aumenti anche dei prodotti ortofrutticoli. E a risentirne però, saranno davvero tutti e non solo i benestanti».
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