26 Febbraio 2008

I prezzi corrono, i consumi si fermano

I prezzi corrono, i consumi si fermano
Per Eurispes l`inflazione reale è dell`8%

I prezzi salgono e i consumi stagnano: a causa corrisponde effetto, come stabiliscono le leggi della macroeconomia. Eppure la prevedibilità degli ultimi dati Istat – che hanno certificato per le vendite al dettaglio una misera crescita dello 0,5%, sin- tesi di un aumento dello 0,2% degli alimentari e di una flessione dell`1,1% dei prodotti non alimentari – non ha impedito il riaccendersi dell`allarme carovita. Complice il nuovo record storico toccato dalla benzina, che ieri ha superato la soglia di 1,41 euro al litro. Inoltre, un`altra doccia fredda sui consumatori è arrivata dall`Eurispes, secondo cui l`inflazione reale ha raggiunto l`8%: l`istituto di ricerca, infatti, ha calcolato nel periodo 2001-2005 una crescita complessiva del costo della vita del 23,7%, con media annua del 5%, acuita dalla nuova fiammata dei listini registrata negli ultimi mesi. Le conclusioni sono amare: “La perdita media del potere d`acquisto tra le diverse categorie si è ormai attestata intorno al 35%“. Il quadro è allarmante. “Soprattutto – sottolinea Confcommercio – per i riflessi negativi che può avere sulle prospettive di spesa delle famiglie nel 2008 e quindi sulla crescita“. Confesercenti sceglie toni più aspri, puntando il dito contro l“`eccesso di polemiche“ sugli aumenti dei prezzi che, insieme ai rincari delle tariffe, sarebbero all`origine dei risultati Istat sull`andamento delle vendite al dettaglio. Mentre le associazioni dei consumatori si preparano a uno sciopero generale dei consumi accompagnato da una manifestazione contro il caro vita. Il Codacons, in particolare, chiede una riduzione generale dei prezzi del 15% e “contro lo stato di malessere che attanaglia i cittadini italiani“ annuncia una protesta nelle strade e nelle piazze del territorio nazionale. “Il disagio effettivo di molte famiglie dipende dal rallentamento dell`economia internazionale, dall`aumento delle materie prime e da un inefficiente settore distributivo. Sono cause strutturali che vengono da lontano e che certamente colpiscono le tasche degli italiani“ commenta il ministro del Commercio Internazionale, Emma Bonino, che invita a “un esercizio di riflessione prima di accendere pericolosi fuochi di paglia“. Ad aggravare le difficoltà dei consumatori, ieri i prezzi della benzina si sono spinti a quota 1,413 euro al litro, livello mai raggiunto in precedenza. Lo hanno rivelato i listini di Quotidiano Energia, con una raffica di rincari che ha riguardato quasi tutti i principali marchi sia per la benzina sia per il diesel: a raggiungere il nuovo record per la verde è stata la Esso, che consiglia ai propri gestori un prezzo di 1,413 euro al litro, con un rincaro di 1,2 centesimi al litro rispetto al weekend, mentre Api, Esso, Shell e Tamoil hanno portato il diesel a 1,331, lo stesso livello record già raggiunto venerdì nei distributori Agip. Così gli automobilisti italiani per un pieno di benzina spendono oggi 17,3 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2001, e addirittura quasi 22 euro in più per un pieno di gasolio, con una stangata annua che, sempre secondo il Codacons, si aggira intorno ai 510 euro a famiglia. Nel frattempo il governo si accinge a intervenire sul prezzo della benzina entro fine mese. Ad assicurarlo è il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani: “Il Tesoro sta facendo i conti, avremo interventi a fine mese“. L`entità del provvedimento per la sterilizzazione dell`Iva sulle accise la cifra sarà di circa 2 centesimi: “Non sono cifre che incidono particolarmente sul prezzo della benzina, la cosa più seria è fare la riforma dal lato della distribuzione“.

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