I negozianti temono saldi in tono minore
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
In tanti al mare, in pochi nei negozi.Saranno saldi in tono minore quelli di quest’ estate: le previsioni delle associazioni dei consumatori – che tornano a ribadire la necessità di liberalizzare le vendite di fine stagione -non sono positive e d’ altro canto i commercianti non sono così ottimisti sull’ esito degli sconti. Torino, giovedì, sarà la prima grande città italiana da cui partirà la stagione dei saldi, mentre Roma e Milano inizieranno sabato prossimo, 3 luglio. Pochi giorni e si potranno confermare o smentire le previsioni. Quelle più pessimistiche dicono che nonostante i prezzi scontati gli italiani tireranno la cinghia e questo causerà un calo nelle vendite anche fino al 15%. Confesercenti spiega in una nota che «i commercianti si avvicinano all’ apertura dei saldi con scarse attese: mentre l’ anno scorso oltre il 50% degli addetti ai lavori parlava di buone prospettive, quest’ anno l’ 80%si è detto sfiduciato, scettico e incerto circa il risultato delle prossime vendite promozionali (che negli anni passati hanno rappresentato il 26% del fatturato complessivo degli esercizi di abbigliamento e calzature)». Secondo le associazioni dei commercianti la spesa per famiglia quest’ anno «potrebbe scendere dai 300 ai 250 euro». Rincara la dose Federconsumatori che prevede una stagione estiva "glaciale" con un calo nelle vendite tra il 10% e il 15% rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso. Proseguirà il trend negativo del 2009 e solo il 40% delle famiglie (9,6 milioni) approfitterà della stagione dei saldi estivi, con una spesa totale di 1,4 miliardi: in media una spesa di 146 euro a famiglia, 58 euro pro-capite. Tra i consumatori il Codacons prevede invece una flessione più leggera nelle vendite a saldo, tra il 3 e il 5%, con una spesa per famiglia che dovrebbe rimanere stabile, intorno ai 180 euro, mentre solo una percentuale compresa tra il 45 e il 50% dei cittadini potrà avvalersi degli sconti di fine stagione. Molti saranno infatti già nelle località di villeggiatura e anche per questo il Codacons chiede di anticipare gli sconti a giugno. Adiconsum torna a chiedere di «liberalizzare il mercato e ai commercianti di misurarsi sulle capacità imprenditoriali ». Per l’ associazione i saldi sarebbero "anacronistici" perché, come spiega Pietro Giordano, segretario nazionale di Adiconsum ormai «è sotto gli occhi di tutti come tra promozioni, liquidazioni e sconti vari, la normativa che regola i saldi di fine stagione appare un colabrodo». E’ arrivato il momento «di aprire una stagione legislativa che liberalizzi realmente e progressivamente il mercato e che i commercianti si misurino per la loro capacità imprenditoriale e non per normative di protezione varate decine di anni fa. Confcommercio e Confesercenti, prosegue, «sanno benissimo che i commercianti effettuano sconti durante tutto l’ anno, arrivando ad inventare anche la stagione sommersa dei pre-saldi che si consuma durante le settimane precedenti i saldi ufficiali». R.E. LE STIME Per la Confesercenti e le associazioni dei consumatori le vendite saranno in calo nonostante i forti sconti.
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